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L’unico carcere minorile al femminile in Europa

L’unico carcere minorile al femminile in Europa

PONTREMOLI – Nel panorama della giustizia minorile in Italia – meno di venti istituti, dislocati in tutto il territorio nazionale – c’è un unicum: è l’Istituto Penale per Minori di Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, Toscana. La struttura in questione è, infatti, esclusivamente femminile. Ed è l’unica in Italia ed in Europa.

L’Ipm in questione, inaugurato nel dicembre del 2010 in un edificio costruito negli anni ’20, ospita in media sedici ragazze di età compresa fra i 14 e i 24 anni (se il reato viene commesso prima della maggiore età, in Italia la detenzione avviene nell’Istituto minorile fino al compimento dei 25 anni).

Si tratta di ragazze prevalentemente straniere. I reati commessi dalle giovani (per lo più di provenienza “rom”) sono soprattutto quelli contro il patrimonio: furti e rapine. Bassissima la frequenza di altre violazioni. Ma capitano anche le autrici di delitti più gravi.

L’Ipm, che amministrativamente dipende dal Centro per la Giustizia Minorile del Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria con sede a Torino, è diretto dal dottor Mario Abrate. «L’Ipm ospita ragazze che hanno in media 17-18 anni, alcune delle quali già con figli. Spesso si tratta di giovani maltrattate, fatte sposare e vendute alla famiglia dei suoceri», spiega il direttore. «Qui in Ipm, paradossalmente, stanno meglio. Sono al sicuro. E in particolare qui a Pontremoli sono più libere di quanto lo sarebbero se fossero in un istituto a Milano o Torino, perché in un piccolo borgo c’è meno controllo da parte delle famiglie o dei “clan”. Queste giovani si sono, sì, rese responsabili di reati, ma sono anche vittime di situazioni più grandi di loro».

L’«esclusività» femminile della struttura ha permesso anche accorgimenti che hanno reso l’istituto più “leggero”, con meno sbarre e cancelli, ovviamente nei limiti di ciò che la norma consente.

Inoltre l’edificio ospita, oltre alla sezione delle celle-camerette (cinque, per 4 ragazze ciascuna) ed alla caserma (il personale di Polizia Penitenziaria che opera a diretto contatto con le giovani è sempre in abiti borghesi), spazi per le moltissime attività offerte alle detenute: c’è un’aula scolastica per chi frequenta la sezione di medie inferiori attiva nell’istituto, una biblioteca con libri e dvd utilizzabile anche come seconda aula o come ludoteca per i figli delle ragazze, una palestra ben attrezzata, la sala mensa (i pasti sono preparati direttamente nella cucina da cuoche professioniste) che le ragazze possono utilizzare anche per fare merenda. E poi lo spazio esterno in stile “cortile”.

Moltissime, dicevamo, le attività alle quali le detenute possono partecipare dopo le lezioni scolastiche: laboratori teatrali e musicali, corsi di danza e di boxe, laboratorio del riciclo, corsi di sartoria e di informatica… le ragazze dispongono inoltre settimanalmente della parrucchiera e dell’estetista.

Alcune dipingono, altre scrivono e realizzano un vero e proprio giornale dell’istituto, “Scrivolando”, per il quale producono testi e immagini (generalmente disegni e vignette) e che può essere scaricato gratuitamente da questo link: http:// www.cgmtorino.it/ipmpontremoli/scrivolando.html

Oltre che per la forte impronta educativa, l’Ipm si caratterizza anche per la propensione verso l’esterno, favorita dal fatto che l’edificio si trova a pochi passi dal centro storico del borgo di Pontremoli.

Molti, infatti, sono i progetti che prevedono il coinvolgimento del territorio e le “uscite” delle ragazze: alla festa medievale estiva “Medievalis”, le detenute hanno la loro bancarella; al Premio Bancarellino, dedicato alla letteratura per ragazzi e che segue il celebre “Bancarella”, le ragazze formano una delle giurie, leggendo i testi con gli educatori e valutandoli e dopo la manifestazione il vincitore legge il testo all’interno dell’Ipm; ogni anno in autunno le ragazze che seguono il laboratorio teatrale si esibiscono nel Teatro della Rosa che è il ’comunale’ di Pontremoli; le opere delle detenute- pittrici vengono spesso esposte in mostre nei locali del borgo.

Come spiega l’onorevole Cosimo Ferri, parlamentare e magistrato italiano che vive proprio a Pontremoli e che ha seguito da vicino la nascita dell’Ipm, «l’istituto è molto inserito nel contesto sociale, all’interno della comunità. Ed è nato così, esclusivamente femminile, perché in Italia ed in Europa mancava una struttura detentiva minorile che ponesse al centro la donna. In questo caso, parliamo di ragazze che, spesso, sono anche mamme e richiedono un contesto particolare per poter esser rieducate ed educare, a loro volta, i propri figli. L’Ipm di Pontremoli funziona. Ed è ormai un modello a livello europeo».

I DATI NAZIONALI. Secondo quanto emerge dai dati della sezione statistica del Dipartimento per la Giustizia Minorile, nei diciassette istituti penali minorili italiani, dei quali l’Ipm di Pontremoli è l’unico esclusivamente femminile, nel 2017 sono entrati 1.057 detenuti (84 in meno rispetto al 2016): 939 maschi e 118 femmine. 551 gli italiani (520 maschi e 31 femmine) e 506 stranieri (419 maschi e 87 femmine).

Gli stranieri provengono prevalentemente da Nordafrica, Romania e Albania nel caso dei maschi e dai paesi di provenienza ’rom’ nel caso delle femmine.

L’età prevalente è quella compresa fra i 16 e i 17 anni (560 maschi e femmine detenuti nel 2017 su un totale di 1.057: 364 quelli di età superiore, 34 di 14 anni e 99 di 15 anni).

Il trend registrato nel 2018 (per il quale al momento in cui scriviamo sono disponibili i dati relativi al primo semestre) ricalca quello degli ultimi due anni.

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