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Longevità, qual è il segreto per vivere più a lungo?

Longevità, qual è il segreto per vivere più a lungo?

Longevità, qual è il segreto per vivere più a lungo?

TORONTO – Tutti vogliono conoscere il segreto per invecchiare con grazia. Finora, “la fontana della giovinezza” rimane solo un mito per molti. Eppure, alcuni individui o alcune popolazioni sono stati benedetti dalla longevità… perché? Questa è solo metà della storia.

La longevità è una benedizione e un obiettivo se accompagnata da una sana qualità della vita. Nessuno si prepara alla vecchiaia e tantomeno si augura di sviluppare malattie o patologie tipicamente associate all’età avanzata. Ma, purtroppo, questa è la realtà che capita a molti.

Consideriamo allora il pericolo ulteriore per quegli anziani con patologie preesistenti e gli effetti potenzialmente per loro letali in caso di contagio da Covid-19.

Il coronavirus ha posto maggiore attenzione sull’invecchiamento e sulla sopravvivenza umana, come non accadeva dai tempi delle grandi guerre nel secolo scorso. Da allora ed in questi decenni, l’aspettativa di vita media globale per entrambi i sessi è salita a 73,2 anni (70,8 per gli uomini e 75,6 per le donne).

Un punto interessante è che oggi i centenari vivono più di quanto non fosse mai stato registrato prima. Ad esempio, le Nazioni Unite (ONU) stimano che ci siano circa 573 mila persone – in tutto il mondo – con una età di cento anni o più. Si tratta di un grande aumento rispetto ai 343 mila registrati appena otto anni fa.

Ci deve essere un fattore chimico/ biologico sfuggito all’esame degli scienziati. Che cosa consente a certe persone di vivere una vita così lunga?

I ricercatori hanno studiato questo per anni. Diversi studi in corso sui centenari hanno seguito la loro curiosità in luoghi dove ci sono concentrazioni di residenti così longevi dal Giappone, all’Italia e negli Stati Uniti.

Uno di questi progetti, il New England Centenarian Study (NECS) dell’Università di Boston, osserva che alcune varianti sulla probabilità di vivere assai a lungo, per una persona, potrebbero essere influenzate da certi geni presenti nel DNA.

Più correttamente, si tratta di quelle varianti genetiche del DNA indicate specificamente per diminuire il rischio che le malattie legate all’età costringano il corpo all’inevitabile processo di invecchiamento.

Tali varianti possono fornire un vantaggio genetico nonostante il fatto che alcuni, di età compresa tra cento anni e più, manifestino diverse malattie legate all’età, come accade per la “popolazione media”.

L’invecchiamento comporta una propria serie di complicazioni. Alcune delle malattie più di.use legate all’età sono il diabete, il cancro, le malattie cardiache e l’Alzheimer. Si stima che circa il 50% delle persone in tutto il mondo, di età superiore ai 65 anni, abbia più di due fattori o condizioni (esclusa l’obesità) che influenzano l’età biologica. Lo studio suggerisce che le varianti genetiche potrebbero essere isolate allo scopo di rallentare la progressione di tali malattie.

Un’altra serie di studi sull’invecchiamento è condotta dal dottor Nir Barzilai, fondatore dell’Istituto per la Ricerca sull’Invecchiamento presso l’Albert Einstein College of Medicine. La sua ricerca si concentra sulla biologia e la genetica dell’invecchiamento. Barzilai ritiene che “la biologia dell’invecchiamento possa essere effettivamente studiata”.

Nella ricerca, in modo simile agli studi del NECS, il suo team ipotizza e cerca di dimostrare che i centenari possiedono “geni protettivi”. Le scoperte di questi geni suggerirebbe che una particolare sequenza di geni consente, a determinate popolazioni, di rallentare l’invecchiamento e di fornire una protezione contro le malattie legate all’età.

Attualmente non esiste alcuna pillola magica o terapia per invertire il processo di invecchiamento; tuttavia, il dottor Barzilai ed il suo team continuano gli sforzi per sviluppare una terapia farmacologica per ritardare l’invecchiamento.

Lo studio è progettato per dimostrare che più malattie associate all’invecchiamento possono essere ritardate attraverso la terapia farmacologica.

Ci sono una moltitudine di fattori che contribuiscono a vivere una lunga vita. Che si tratti di genetica, dieta, qualità di vita nociva alla salute, tutti questi possono influenzare il meccanismo biologico dell’invecchiamento.

Sino a quando non arrivi quel “proiettile magico” o farmaco, sarà meglio incorporare nutrimento sano ad un esercizio fisico frequente e godersi la vita al massimo.