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Lo “splendido isolamento” diventa discriminazione

Lo “splendido isolamento” diventa discriminazione

Lo “splendido isolamento” diventa discriminazione

dell’Onorevole Joe Volpe, Editore

TORONTO – Forse gli inglesi della [ex Gran] Bretagna non sono mai usciti dalla mentalità dello “splendido isolamento”, il che potrebbe spiegare come i clowneschi e buffoni Boris Johnson e Nigel Brexit siano stati capaci di convincere il pubblico a uscire dall’Europa per il loro interesse.

Ora abbiamo la prova che “l’Inghilterra ufficiale” non ha mai davvero avuto idea di quale lingua parlino le persone che attraversano la Manica dal Continente. Nel caso degli italiani, per esempio, si appigliano a una conoscenza datata di chi parla cosa nella Penisola.

Certo, ci sono vari dialetti che ancora sopravvivono in ambienti del folklore, ma niente di paragonabile alle virtualmente incomprensibili distorsioni dell’inglese della regina che prevalgono in certe zone e quartieri fuori dal centro di Londra.

Il fatto è che c’è stato un movimento verso un italiano “standard” almeno trecento anni prima che Chaucer, Shakespeare, Milton e altri fossero capaci di produrre un “dialetto moderno” comprensibile e distinguibile dal latino e dal francese o di fatto l’italiano prevalentemente in uso tra le classi di aristocratici e mercanti più raffinati di Inghilterra.

Oggi sembra che i burocrati guardiani dei “nostri valori condivisi” siano diventati esperti di cosa sia l’italiano – dopo tutto hanno elaborato un test linguistico, lo Ielts, che gli ossequiosi coloni nel nostro Paese usano per eliminare le persone inferiori che non parlano inglese. Perché non applicare gli stessi “standard” alla lingua di un altro popolo? Ovviamente, in un mondo post-Brexit, è facile vedere ogni manovra come facile espediente per denigrare altri con un punto di vista per giustificare di sbattergli le porte in faccia.

L’Inghilterra solo ora sta iniziando a prendere coscienza della decisione di lasciare l’Europa. Forse tutto il referendum era esattamente quello che alcuni insider del Partito Conservatore sostengono: nient’altro che manovre politiche interne per fare carriera. Ora chiunque è nel mirino.

Anche parlamentari dell’Ukip hanno preso fisicamente a picchiarsi in pubblico. Ma se l’Inghilterra non vuole diligenti italiani perché parlano un dialetto della loro lingua madre, il ministro McCallum dovrebbe dir loro che qui c’è posto.

Il precedente (e attuale) governo del Canada dà inutilmente la massima importanza, nel processo dell’immigrazione, alle persone della nazione isolana a causa della loro abilità linguistica. L’Immigrazione canadese dovrebbe iniziare a cercare quelli la cui abilità di integrazione va al di là del loro rapporto con la lingua inglese. Almeno non possono essere accusati di velata discriminazione.

(Venerdì 14 ottobre 2016)

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