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L’istruzione dei giovani penalizzata dai timori per il coronavirus

L’istruzione dei giovani penalizzata dai timori per il coronavirus

L’istruzione dei giovani penalizzata dai timori per il coronavirus

TORONTO – Normalmente, il ritorno a scuola è un periodo dell’anno entusiasmante per studenti e genitori. Settembre segna l’inizio di un nuovo anno accademico e gli studenti sono pieni di aspettative per le nuove esperienze e le opportunità di apprendimento. I genitori, di solito felici, fanno uscire i figli da casa e li mandano in classe affinché allarghino le loro menti, facciano amicizia e sviluppino le abilità necessarie per migliorare la loro istruzione.

Tuttavia, quest’anno, i sentimenti di ansia e apprensione sostituiscono quelli di eccitazione e gioia. La pandemia di Covid-19 ha creato una sfida per molti, specialmente per quelli che operano nel sistema educativo. Per arginare la diffusione del virus, le scuole sono state chiuse (a metà marzo) e le aule sono rimaste vuote per quasi sei mesi. Ora, pochi giorni prima della ripresa dell’apprendimento in classe, studenti, genitori e personale ancora non sanno cosa aspettarsi.

I consigli scolastici di tutta la provincia hanno “lavorato” e adattato i piani per il “ritorno a scuola” sulla base delle nuove informazioni ricevute da esperti medici, dal ministero dell’istruzione, dal personale, dalle famiglie e da altre parti coinvolte. Il Toronto Catholic District School Board (TCDSB) è uno dei provveditorati che sta ancora cercando di risolvere i dettagli.

Lunedì sera, la Mary Ward Catholic Secondary School (MWCSS) di Scarborough ha tenuto un incontro virtuale per genitori e tutori per discutere il lancio del programma per il ritorno a scuola. In una scuola con più di mille studenti, all’incontro hanno partecipato poco più di 200 partecipanti.

La particolarità di MWCSS è che è una delle poche scuole in Canada che offre una piattaforma di apprendimento auto-gestito.

Il programma personalizzato è progettato per consentire agli studenti di assumere la leadership del proprio ambiente accademico e promuovere il processo decisionale, la comunicazione e la collaborazione, arricchendo al tempo stesso i propri valori cattolici.

Inoltre, il successo del programma si basa, in gran parte, sulla relazione con il supervisore della didattica. Gli studenti costruiscono un rapporto con lui, che monitora i loro progressi e funge da mentore.

Sfortunatamente, per gli studenti che possono partecipare alla didattica a distanza a settembre, la piattaforma personalizzata auto-gestita non sarà disponibile.

In effetti, gli ultimi piani elaborati dalla scuola indicano che l’apprendimento a distanza tornerà ad un approccio più convenzionale senza alcun elemento dell’opzione auto-gestita.

Forse questa è solo un’altra vittima della pandemia di Covid-19. Alcuni genitori, all’incontro virtuale, si chiedevano se la vera vittima fosse la “pianificazione”.

Tragicamente, l’Ontario ha registrato 2.811 decessi legati al virus (1 settembre). Solo una vittima aveva meno di diciannove anni. Ed era di Toronto. I critici potrebbero sostenere che un livello di paura e paranoia ha preso il sopravvento e forse ha offuscato il quadro più ampio.

Per illustrare meglio questo punto, dei 16.044 casi positivi confermati a Toronto, 1.082 hanno diciannove anni o meno (6,8%). Il tasso di mortalità per quella fascia di età è dello 0,006% di tutti i casi positivi confermati a Toronto. Non c’è consolazione, in quella percentuale, per i genitori di quel bambino.

Tuttavia, l’esperienza di quel bambino e di quella famiglia può essere il fattore determinante che i genitori considereranno per prendere la decisione finale: se i loro figli si uniranno o meno ai loro compagni di classe a scuola. Nel bene e nel male, il premier Ford ha alimentato quell’incertezza quando ha detto che, nell’eventualità di un nuovo focolaio, sospenderebbe le lezioni in classe.