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La Provincia dovrebbe investire altri $375 milioni per la salute dei bambini 

La Provincia dovrebbe investire altri $375 milioni per la salute dei bambini 

La Provincia dovrebbe investire altri $375 milioni per la salute dei bambini 

TORONTO – Una pandemia globale induce paura, che tu sia benedetto con figli piccoli o che tu sia uno che apprezza il loro valore in questo mondo, l’obiettivo principale è quello di tenerli al sicuro. Sono il futuro della nostra società.

Nelle edizioni precedenti, il Corriere Canadese ha affrontato questioni relative alla salute ed al benessere dei bambini e su dove si colloca il Canada, in merito, tra gli altri Paesi ricchi.

Secondo il rapporto dell’UNICEF Canada sulla salute dei bambini, il benessere generale dei giovani canadesi si trova al 30esimo posto fra i 38 Paesi economicamente più sviluppati. Questo è un grosso problema.

La pandemia di Covid-19 ha aggravato le questioni già presenti nella salute dei giovani della nostra nazione. La Children’s Health Coalition (CHC), un’organizzazione sempre più significativa nella fornitura di servizi di assistenza sanitaria in tutto l’Ontario, sta lanciando l’allarme ed invita la provincia ad investire 375 milioni di dollari nell’assistenza sanitaria per i bambini. Ce n’è bisogno.

Ad esempio, oltre 160mila bambini e famiglie sono disperatamente in attesa di cure sanitarie, tra cui procedure ospedaliere ed interventi chirurgici. Le famiglie sono costrette a sopportare tempi di attesa estenuanti per lo sviluppo dei bambini e per i servizi di riabilitazione, tra cui l’assistenza pediatrica in casa.

Anche prima del Covid-19, la necessità era urgente. I bambini e le famiglie in attesa di servizi medici necessari si contano a migliaia. Ad esempio, secondo il CHC, oltre 80mila bambini erano in lista d’attesa per i servizi di riabilitazione, mentre altri 28 mila per i servizi di salute mentale.

La pandemia ha provocato ulteriori ritardi per quei bambini il cui bisogno di cure mediche è vitale. Negli ospedali pediatrici di tutta la provincia, il CHC sostiene che le procedure e gli appuntamenti pediatrici siano stati cancellati.

Inoltre, alcuni bambini che hanno bisogno di assistenza domiciliare ne stanno purtroppo facendo a meno. L’agonia e le frustrazioni per queste famiglie sono inimmaginabili.

Tanti bambini sono in attesa da due anni e mezzo per gli interventi chirurgici necessari. Le sfide poste dal Covid-19 hanno reso più difficile una situazione già disastrosa.

Inoltre, andando avanti col freddo nei mesi autunnali e invernali, e con l’aumento del numero di nuovi contagi da Covid- 19, si teme che una seconda ondata sia già iniziata. Questo è allarmante per le famiglie che già da tempo sperimentano l’interruzione delle cure mediche cruciali per i loro figli.

In risposta alla preoccupazione dei genitori, il Ministro provinciale della Salute, Christine Elliot, giovedi scorso si è rivolta alla Conferenza Comunale “Bambini in crisi”, dicendo: “Voglio rassicurarvi che il mio ministero sta cercando i modi con cui si possa rimediare agli arretrati sulle operazioni chirurgiche e assicurare che i bambini ricevano i servizi di cui hanno bisogno”.

Accelerare gli sforzi per ridurre gli arretrati del servizio sanitario è solo una delle questioni chiave delineate nella cosidetta programmazione, “Fall Preparedness Plan”, annunciata dal ministro Elliott durante la conferenza stampa tenutasi martedì.

Riconoscere l’importanza di fornire la giusta assistenza al momento opportuno è fondamentale man mano che i bambini crescono e si sviluppano. Opportunità perse o ritardate per cure mediche tempestive possono portare in futuro a problemi ancor più gravi. Dinanzi a qualsiasi tipo di ostacolo, come l’impossibilità di accedere a trattamenti vitali, può avere un impatto negativo sulla vita di un bambino. Per alcuni, una questione di vita o di morte.