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La pandemia di Covid-19 e il nodo dei senzatetto

La pandemia di Covid-19 e il nodo dei senzatetto

La pandemia di Covid-19 e il nodo dei senzatetto

TORONTO – Di solito, il fine settimana del Giorno del Ringraziamento è l’occasione per riunirsi con la famiglia e/o gli amici per ritrovarsi a festeggiare. Per molti è tempo di riflessione, per contemplare tutte le cose per le quali siamo grati. Per qualcuno il cibo sul suo tavolo, per altri il tetto di casa propria.

Quest’ultimo, o la mancanza di esso, rappresenta purtroppo una vera e propria sfida per tanti nella società. In alcuni casi, ci sono individui che non hanno un posto da chiamare ‘casa’.

Secondo il rapporto del 2016 sullo stato dei senzatetto in Canada si stima che circa 235.000 canadesi si trovano in questa condizione ogni un anno. Ogni notte, circa 35.000 persone si trovano senzatetto nel nostro Paese – uno dei più ricchi al mondo. Qui a Toronto, secondo Street Needs Assessment, si stima che il numero, nel 2018, si avvicinasse alle 8.700 persone. Oggi, la cifra si avvicinerebbe a 9.200.

Ci sono una moltitudine di motivi per cui una persona diventi senzatetto: perdita del lavoro, impossibilità a pagare l’affitto, immigrazione recente, malattie mentali/fisiche, abuso di sostanze stupefacenti o alcoliche e fuga. Ma questi rappresentano solo alcuni fattori che influiscono sulla condizione.

La pandemia del coronavirus Covid- 19 ha aggravato una situazione già difficile per coloro che sono vulnerabili. Per gli individui che si rivolgono al sistema di assistenza nei rifugi – oramai affollati – trovare uno spazio disponibile è diventato più di una sfida. Prima del Covid-19, il sistema di ricovero, amministrato dalla Città, era già sotto pressione. Per rispettare i protocolli di distanziamento fisico Covid-19, la capacità di questo sistema è stata effettivamente ridotta a metà. Il Comune ha reagito con la creazione di più spazi per accogliere coloro in cerca di un riparo di emergenza. Attualmente, Toronto ha 75 luoghi di rifugio e siti di assistenza che ospitano circa 7.000 persone ogni notte. Alcune delle nuove strutture temporanee e siti di alloggi provvisori includono 19 alberghi che offrono spazio a circa 2.000 persone.

Secondo la relazione Covid-19 Interim Shelter Recovery Strategy Report (del settembre 2020), redatta per il Comune di Toronto (Shelter, Support & Housing Administration e United Way Greater Toronto) dal BGM Strategy Group, il costo medio per gestire un singolo letto di rifugio tradizionale è di 40.000 dollari all’anno. Può sembrare eccessivo, però questo costo è quasi raddoppiato a 80.000 dollari durante la pandemia. Al confronto, il costo di affitto di un’unità abitativa media ed abbordabile è di 24.000 dollari l’anno. Questi nuovi siti di ricovero temporaneo non sono venuti senza provocare qualche contrarietà da parte delle comunità della zona. Dopo l’inizio dell’utilizzo di alcuni alberghi, si sono verificati incidenti spiacevoli, tra cui una morte per overdose, accoltellamenti e un incendio che ha coinvolto i residenti.

Problemi di sicurezza sono stati sollevati anche dal vicinato nei quartieri attigui ad alcuni di questi hotel/rifugi. C’è stato un notevole aumento degli incidenti per quanto riguarda aggressioni e furti. Inoltre, un aumento nello spaccio di droga e degli accessori ad essa associati hanno costretto i residenti delle aree interessate a chiedere ai funzionari del comune ed alla polizia di intensificare la sicurezza e le ronde delle pattuglie.

Un’altra parte della strategia della città per affrontare la crisi dei senzatetto è quella di mettere a disposizione unità abitative più economiche. Attraverso queste iniziative, il Comune mira ad aiutare più persone che vivono senzatetto, garantendo alloggi permanenti a prezzi accessibili.

Con i casi Covid-19 in aumento, Toronto, Peel Region e Ottawa sono tornati ad una fase 2 di lockdown, quindi più persone potrebbero trovarsi disoccupate. Una situazione questa che potrebbe influire negativamente sulla loro capacità di affrontare i costi dell’affitto, aggiungendosi eventualmente alla popolazione già senza dimora. Viviamo al Nord del continente e come la temperatura comincia a diventare più fredda potranno esserci più persone in cerca di riparo. A Toronto, l’attuale piano invernale prevede altri 560 nuovi spazi disponibili, oltre agli attuali 6.700.

Ci si domanda, come sempre, se ciò sarà sufficiente a far fronte alle cause che sono alla radice del problema.