CorrCan Media Group

La pagliacciata delle “consultazioni” della VCI

La pagliacciata delle “consultazioni” della VCI

TORONTO  –  Il consiglio direttivo di Villa Charities Inc. è convinto nella demolizione del Columbus Centre e con esso le ultime tracce dell’eredità italo canadese a Toronto.
Il prossimo bersaglio nella lista di questi “visionari”: Villa Colombo, dichiarata inequivocabilmente obsoleta,  da niente di meno che il presidente della VCI e membro ex-officio di Villa Charities Foundation.
Villa Colombo è ormai “decrepita e decadente” così come il Columbus Centre.
È il ritornello che la VCI  a favore della demolizione ripete fino alla nausea. Ma come siamo arrivati a questo punto? Chi ha “gestito l’impresa” negli ultimi quarant’anni? Chi ha ereditato l’amministrazione del patrimonio italo canadese nella metropoli di Toronto e oltre, visto l’impatto che il sito ha avuto nella comunità più grande?
È la stessa gente che ora sta discutendo sul fatto che i costi di manutenzione di un’icona della comunità e simbolo forte di una cultura viva, sono insostenibili. La sua soluzione: vendere i beni immobili della cultura e demolire la struttura. 
Più nello specifico, “deteriorarlo per giustificarne la demolizione”. E creare un clima di timore e ostilità, allontanando sommariamente il personale da lungo tempo a servizio, nella maggior parte dei casi senza una giusta causa, secondo fonti attendibili. Adesso, nel tentativo estremo di spingere alla convinzione (l’Ontario Municipal Board?) che stia cercando un parere pubblico per aggirare il suo caso, la VCI porterà avanti una serie di udienze “consultive” con un numero ristretto di cittadini  prescelti, cominciando il 25 Settembre, nella sala riunioni del Columbus Centre.
Peccato che la Bell Telephone abbia rimosso tutte le cabine telefoniche nella zona, altrimenti sarebbero state il luogo adatto per l’occasione.
Nello stesso tempo, le insegne “Salviamo il Columbus Centre” sono spuntate come i tulipani a primavera, da Bathurst Street ad est, fino a Keele Street ad ovest,  da Wilson Avenue a nord fino ad Eglinton a sud, per adesso.
Gli organizzatori di questo movimento girano intorno al deputato del parlamento provinciale Mike Colle, sostenuto dai rappresentanti politici per ognuno dei  tre livelli di governo. Bisogna dar loro merito di essere consapevoli che questo non è un problema strettamente locale.
Il Corriere Canadese sta facendo la sua parte nel riconoscere ad alcuni il merito dovuto, e di rendere noti altri le quali timide paure verranno sottolineate.
La nuova “squadra in carica” si sta comportando come i talebani in una missione distruttiva per cancellare le tracce di una cultura che non è di loro gusto.
Ma l’intero progetto, negato come parte del ritornello della VCI, ha un valore monetario troppo accattivante da non sottovalutare. L’evidenza di ciò (insieme alle recriminazioni per un reale o presunto conflitto di interesse) affiora in superficie ogni giorno di più. La VCI, intanto, continua ad ignorare la proposta di rispondere a email che chiedono spiegazioni sulle sue intenzioni.
Forse è ora che si inviti la cittadinanza alla riunione del 25 settembre.
More in Focus