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La conta dei casi di Covid-19: decisivi i tamponi

La conta dei casi di Covid-19: decisivi i tamponi

La conta dei casi di Covid-19: decisivi i tamponi

TORONTO – Covid-19 continua a devastare globalmente. I casi positivi confermati ammontano a 3.212.262, secondo il conto della Johns Hopkins University, e altri, riportati il 30 aprile. Il numero di questi casi continua a crescere man mano che vengono eseguiti più test e vengono identificati più contagiati.

Chiaramente, il maggior numero di test eseguiti può portare a un numero più marcato di casi positivi, ma ciò può anche portare a migliori misure di contenimento e potenziali terapie. Il rilevamento precoce dovrebbe limitare esiti altrimenti devastanti.

Il grafico illustra l’impatto dei numeri riportati, nonché l’importanza di seguire adeguati protocolli di documentazione e segnalazione per ridurre la diffusione di questa malattia.

La Cina, il primo paese a segnalare e identificare questo Coronavirus, ha elencato 82.862 casi positivi complessivi confermati – tra una popolazione di 1,4 miliardi. Nelle prime fasi di Covid-19, può sembrare che la Cina non stesse riportando i test totali eseguiti. Ha praticamente cessato di riferire dal 31 gennaio; pertanto, la pertinenza dei loro numeri elencati nella tabella è discutibile.

Anche se non ravvicinati rispetto alla popolazione, gli Stati Uniti sono inclusi in questo grafico in comparazione al numero di test che il nostro vicino a sud ha condotto sui suoi cittadini. Abbiamo ritenuto utile estendere il confronto ad alcuni Paesi europei con i quali condividiamo una storia o somiglianze in comune.

La colonna 4 rappresenta la percentuale dei casi positivi confermati totali in base al numero totale di test eseguiti. Uno sguardo alla Francia, per esempio, può suscitare la domanda “perché effettuano così pochi test?”

Qual è il probabile risultato quando aumenta il numero di test? La colonna 6 mostra il numero di decessi in percentuale a tutti i test confermati positivi. Essi illustrano ulteriormente l’importanza di testare un maggior numero di persone per identificare coloro che possono essere infettati – prima il virus viene rilevato, prima si possono attuare misure per ridurre il numero di altri possibili contagi con la malattia che possono terminare con la morte del paziente.

La coerenza nei test e nei rapporti è fondamentale. La Polonia, ad esempio, con una popolazione strettamente corrispondente a quella del Canada, sta testando meno dell’1% della sua popolazione, mentre il Canada sta testando il 2% della sua popolazione. Entrambi i Paesi dovrebbero effettuare test in numero maggiore. Come il Regno Unito e la Francia. Entrambi stanno testando l’1% della popolazione.

Ieri in Gran Bretagna, per la prima volta, sono stati riportati i decessi per Covid-19 registrati nelle case di cura a lunga degenza.

L’Italia e la Spagna stanno testando ad un tasso del 3%.

Se il mondo deve impegnarsi in una lotta comune con un nemico comune, forse dovrebbe iniziare coordinando test e segnalazioni