CorrCan Media Group

Il destino dei lavoratori migranti: soffrire per poi morire

Il destino dei lavoratori migranti: soffrire per poi morire

Il destino dei lavoratori migranti: soffrire per poi morire

TORONTO – L’Ontario ha visto un salto di nuovi casi di Covid-19. L’Ontario ha confermato un aumento di 257 nuovi casi positivi (29 giugno). Un focolaio di nuovi casi (177) è stato segnalato nella contea di Windsor-Essex nel sud-ovest dell’Ontario tra la popolazione dei lavoratori migranti.

Il tamponamento in massa per il Covid-19 è in corso in tutto il settore agricolo. L’aumento dei test positivi è attribuibile ai tamponi mirati sugli asintomatici che sono stati registrati nelle aziende agricole dell’area, la scorsa settimana. Quasi il 69% di tutti i nuovi casi della provincia si è verificato tra i migranti che lavorano nell’area regionale Windsor-Essex.

Tale regione ha individuato sei focolai nel settore agricolo. Due si trovano nel comune di Kingsville e quattro in quello di Leamington. Dopo l’aumento dei casi in queste zone, i due centri restano ancora fermi alla prima fase dell’emergenza Covid-19 e non sono stati inclusi nel piano di ritorno alla normalità voluto dal Premier per l’Ontario.

La Provincia sta inviando in loco ulteriori risorse per aiutare a controllare l’epidemia. L’agenzia di sanità pubblica di Middlesex/London è intervenuta con ulteriore sostegno per assistere nella tracciatura dei contagiati e nella gestione dei casi. La scorsa settimana, il governo dell’Ontario aveva annunciato un piano in tre punti per ridurre la trasmissione del Covid-19 nelle aziende agricole e nella comunità attigua.

Questo piano include ulteriori test e tamponi da effettuare in loco, l’accesso ai benefici ed ai sostegni per l’occupazione, e nuove linee guida per la salute pubblica. Parte di queste nuove direttive consente ai lavoratori asintomatici di continuare a lavorare, se si attengono a quelle misure di sicurezza atte a ridurre al minimo il rischio di trasmissione del coronavirus. I sostenitori del cambiamento sostengono che dopo una lunghissima giornata di lavoro, questi lavoratori asintomatici tornano all’alloggio dove, spesso, tra i 15 ai 20 di loro sono ospitati nella stessa dimora. Tali situazioni rendono difficile contenere la diffusione del virus. Per questi gruppi è necessario un cambiamento nel “modello” lavorativo.

Occorre fare di più per affrontare le condizioni di lavoro e i diritti dei lavoratori migranti. Anche il Premier ha pubblicamente riconosciuto che ci sono alcuni operatori di manodopera senza scrupoli, i cosiddetti “fly-by-night”, attivi nel settore agricolo. Ma, Syed Hussan, direttore esecutivo della Migrant Workers Alliance for Change, afferma che il piano dell’Ontario per consentire l’accesso alle prestazioni di occupazione e ai sostegni per i lavoratori migranti è insufficiente, se non fuorviante.

Secondo Hussan, il ministero del lavoro dell’Ontario esclude i lavoratori agricoli dal salario minimo, dalle retribuzioni per gli straordinari e dai giorni di riposo, per citarne alcuni. Stagionalmente, la regione occupa circa 8.000 lavoratori stranieri temporanei nelle 176 aziende agricole della contea di Windsor-Essex. I lavoratori migranti sono essenziali per il settore agricolo e per la comunità locale. L’Ontario dipende da loro e stanno rischiando la loro vita nelle circostanze attuali.

Dall’inizio della pandemia, tre lavoratori migranti sono morti dopo aver contratto il Covid-19, in Ontario. Il più recente decesso, il 20 giugno, quello di un 55enne messicano, padre di 4 figli, precedentemente sano ma poi deceduto per il Covid-19. Hussan sottolinea le condizioni di lavoro non sicure ed alla paura di perdere il proprio lavoro che impedisce ai lavoratori migranti di parlare di condizioni di lavoro non sicure. I problemi sono di lunga data per la società dell’Ontario. I sostenitori a loro nome sottolineano l’importanza di tali braccianti per la nostra società. Sono “essenziali”. Essi “sono essenziali”. Possono anche essere “sostituibili”, ma non dovrebbero essere “sacrificabili”.