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Giro intorno all’Ontario in 80 (prossimi) giorni

Giro intorno all’Ontario in 80 (prossimi) giorni

Foto: a sinistra Doug Ford e a destra la Premier  Kathleen Wynne
 
Toronto –  Prende il via oggi, con la presentazione del Discorso dal Trono (Speech from the Throne) la Campagna Elettorale 2018. Coloro che seguono la politica sanno che l’SFT rappresenta il piano di Governo per la prossima sessione del Parlamento o, in questo caso, Legislatura. Contiene le basi dell’Agenda legislativa che rendono note le proposte (Bills) per risolvere ciò che assilla la Provincia.
 
Usualmente, l’SFT viene preparato in seguito ad un’elezione o a metà mandato, dopo che una Legislatura è stata revocata. 
In questa seconda circostanza, tutte le proposte “si annullano nell’ordine del giorno”; eventualmente possono essere reintrodotte, progressivamente, secondo la decisione del Governo.
 
Questi non sono tempi ordinari. E “per chi sta a capo”, la politica può diventare un esercizio estenuante. 
Sembrerebbe che la Premier ne abbia avuto abbastanza delle iperboliche accuse di corruzione, incompetenza e disinteresse alle necessità esistenziali dei suoi cittadini dell’Ontario, scagliate verso di lei dagli ultimi arrivati.
 
Con un gesto astuto, giovedì 15 marzo, il suo governo ha interrotto la Legislatura con un mese di anticipo, solo per riprenderla oggi. 
 
Approfitterà dell’occasione in primis per rimarcare e ripetere tutto ciò che il suo governo ha raggiunto negli ultimi quattro anni e in secundis per “preannunciare” i provvedimenti nel Budget, previsto per la presentazione tra due settimane.
La prima mossa fornirà gli argomenti di discussione ai suoi MPP per “vendere” sul territorio provinciale. 
 
La seconda le darà l’opportunità di impostare la piattaforma per la sua campagna, sul territorio. E tutto questo con la legittima approvazione della Legislatura, l’unica “voce autorizzata” del pubblico.
 
L’Opposizione può sempre votare contro entrambi i provvedimenti. Lo farà, ma senza i voti sufficienti per capovolgere il Governo. 
Visto che il Budget conterrà probabilmente misure specifiche indirizzate a gruppi specifici che ne trarranno giovamento, in aggiunta ai macro progetti “infrastrutturali” che portano avanti la Provincia, i partiti all’opposizione corrono il rischio di apparire loro stessi i proverbiali “Dott. No”. 
 
Doug Ford, leader PC, impossibilitato a parlare nell’Assemblea Legislativa, ha contrapposto – con la sua personale versione della “volontà del popolo” – un rally politico dove si rivolgerà ai fedelissimi del Partito (e a fonti mediatiche dell’Ala Destra) riuniti per sentire un solo messaggio: Noi siamo i buoni, Wynne la cattiva!
Non c’è dialogo. Potrebbe ancora funzionare.
In Italia, questi comizi, dimostrazioni della forza populista, radunano “truppe” di chi la pensa allo stesso modo, che sono “indottrinate”, ma hanno il gusto di ascoltare i voli oratori della fantasia politica.
 
Però non siamo in Italia e oggi sul palco ci sono poche personalità politiche (in Canada, per non parlare dell’Ontario) che possono specchiarsi a quell’eloquenza appartenuta alla più noiosa della loro controparte italiana. 
 
E comunque, i canadesi preferiscono “i fatti”, avvenuti – per così dire – nella legislatura.
Tanto per complicare le cose, almeno dal lato Conservatore, il leader deve riparare il danno (autoinflitto) del processo più divisivo e tumultuoso dell’espulsione e sostituzione di un leader, in questi ultimi tempi.
 
La leadership del partito è stata assalita e colpita da staffilate verbali di accuse e disonestà, marcio e corruzione rivoltesi tra di loro. 
 
Il Partito non può neanche certificare che le procedure per la nomina fossero valide o che il vincitore dichiarato fosse, in realtà, il leader incontestabile.
Ciò in cui Doug Ford è riuscito finora, è riflettere l’impressione che “riporterà in dietro l’Ontario” … nel passato. 
 
Un passato dove la vendita di sostanze stupefacenti era “per imprenditori temerari” e l’educazione sessuale era riferita solo l’industria pornografica e i maniaci. 
Questa non è la sua intenzione. Dovrà usare il raduno elettorale per resettare il messaggio, per coloro che non sono membri del Partito Conservatore. 
 
Deve agire con convinzione, altrimenti l’elettorato potrebbe scegliere di mantenere quell’“approccio professionale” al sistema di governo offerto dalla Premier Wynne o orientarsi verso il leader NDP Andrea Horwath.
 
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