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Fase 2, serve maggiore trasparenza nelle LTCH

Fase 2, serve maggiore trasparenza nelle LTCH

Fase 2, serve maggiore trasparenza nelle LTCH

TORONTO – Ricordi il gioco “Simon says”? Si tratta di un gioco per bambini in cui il leader dice ai partecipanti cosa fare. Nella vita reale, sembra che siamo tutti partecipanti al gioco, solo che l’elemento pericoloso di Covid-19 non è nulla con cui giocare.

In questa analogia, i leader sono gli esperti di salute pubblica e i medici consiglieri ai funzionari/politici governativi che attuano la politica di dirigere ciò che noi, il pubblico, dovremmo fare. L’obiettivo finale è quello di rimanere sani e salvi.

Se le istruzioni sono ormai le solite: lavarsi le mani, indossare una maschera, stare a casa quanto piu’ possibile ed evitare di socializzare in assembramenti. Tutte sembrano misure ragionevoli per mitigare la diffusione del virus per evitare un altro lockdown su larga scala.

In caso di emergenza sanitaria pubblica, i cittadini si affidano agli esperti medici e al governo per prendere decisioni e attuare la politica nel migliore interesse di tutti. Vogliamo avere fiducia nel processo decisionale e ci aspettiamo la piena trasparenza. Tale fiducia può essere testata quando informazioni rilevanti girate al pubblico sono confuse o parti di esse trattenute.

Un esempio di ciò si è verificato all’inizio di questa settimana, quando i funzionari di della Pubblica Sanita’ torontina sono stati costretti a firmare un accordo di non divulgazione come condizione alla partecipazione riguardante le discussioni al tavolo consultivo Covid- 19 dell’Ontario.

I sostenitori della piena divulgazione e trasparenza si chiedono, “perché il segreto?”, spingendo la Provincia a rilasciare ufficialmente tutti i consigli e le raccomandazioni presentati al tavolo consultivo.

Ciò avviene pochi giorni dopo che la Provincia ha ricevuto una richiesta per abbassare la soglia nel nuovo schermo per le zone a colore indicando la frequenza del virus Covid- 19. Di conseguenza, Hamilton e le regioni di York e Halton sono state aggiunte a Peel Region e Toronto nella zona di Controllo Rosso.

Ovunque la provincia i casi del Covid-19 sono in aumento. Dall’inizio del mese, l’Ontario ha costantemente segnalato ben oltre mille nuovi casi al giorno. Il 17 novembre la media calcolata per i sette giorni era arrivata a 1,423; un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo della settimana scorsa e del 50% rispetto al periodo appena due settimane fa.

Più preoccupante è l’aumento delle infezioni tra i residenti nelle case di cura a lunga degenza (LTC) della provincia. Nel mese di ottobre sono stati registrati 775 nuovi casi fra i residenti e 104 decessi attribuibili a Covid-19. Finora questo mese sono stati segnalati 894 nuovi casi e 158 decessi. Gli anziani vulnerabili, e il personale che si prende cura di loro, continuano ad affrontare i pericoli del virus tra le 100 case “in focolaio”.

La Dott.ssa Doris Grinspun, CEO della Registered Nurses Association of Ontario (RNAO) chiede numeri maggiore di personale per tutte le case, pur sottolineando che la provincia non può permettersi di aspettare fi no a dicembre per rilasciare quei piani per gli operai necessari. Inoltre, l’RNAO chiede urgentemente un blocco completo di 28 giorni in tutte le zone ROSSO, ad eccezione per servizi essenziali e scolastiche.

Una cosa è certa, nessuno vuole un altro lockdown completo o una ripetizione della tragedia che si è svolta nelle case LTC durante la prima ondata. Allora, cosa dice “Simon” adesso?