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Dubbi sulla tassa per gli acquirenti stranieri di case

Dubbi sulla tassa per gli acquirenti stranieri di case

Dubbi sulla tassa per gli acquirenti stranieri di case

dell’Onorevole Joe Volpe, Editore

TORONTO – Con la speranza che questa discussione, come dire, riguardo il “reffreddamento” di un mercato immobiliare bollente riceva uno spazio migliore di quello che ha adesso – finora il grosso delle “opinioni” e analisi non è molto incoraggiante.

La premier Wynne si è appena circondata di un team orientato verso le elezioni. Tralasciando professionalità e competenze, tali team invariabilmente dirigono il vantaggio politico su decisioni che  riguardano il consumatore – diciamo le politiche pubbliche.

È particolarmente vero quando un governo si trova in fondo ai sondaggi di gradimento. A volte ciò che sembra ovvio non lo è affatto.

Con il prezzo medio delle case indipendenti a Toronto che supera il milione e quello degli appartamenti (costi di mantenimento esclusi) che raggiunge i 2.000$ al piede quadro – e oltre, a seconda degli accessori e del luogo – non è difficile rendersi conto di quando comprare una casa sia fuori dalla portata del lavoratore medio o dei più giovani.

Ma mettere una tassa sugli investitori stranieri che speculano sui prezzi futuri del mercato immobiliare di Toronto non risulterà in una maggiore convenienza delle case stesse. In British Columbia, dove questa strategia è stata di recente applicata, le vendite sono scese ma è troppo presto per analizzare l’impatto sui prezzi.

Alcuni compratori lasceranno il mercato, ma così faranno anche costruttori e immobiliaristi le cui proprie valutazioni finanziarie richiederanno una commisurata diminuzione dell’offerta in modo tale da giustificare i prezzi.

Anche se, come sostengono alcuni, solo il 10 per cento del mercato di Toronto fosse colpito, quanti posti di lavoro nell’edilizia verranno persi come risultato? Ieri il Corriere Canadese, basandosi sui dati del Ministero delle Finanze dell’Ontario, ha sottolineato che il setteore edile crea direttamente 437.000 posti di lavoro, almeno la metà dei quali a Toronto.

Seppure il governo Wynne implementasse la tassa sugli speculatori stranieri e l’impatto fosse una perdita del solo 10 per cento di questi posti di lavoro (per via di una diminuzione della domanda), il numero di lavori full time e ben pagati è significativo. Uno di questi 40.000 è il vostro?

Per rispondere in parte al costo medio della proprietà nel 1989 (272.000$ per una casa indipendente a Toronto), il governo conservatore di allora giocò coi tassi di interesse per calmierare il mercato. Servirono tre anni e un’elezione per rimediare alla distorsione delle dinamiche finanziarie.

La disoccupazione toccò le doppie cifre, superando il 15 per cento tra le persone tra i 15 e i 24 anni. I tassi di interesse si aggirarono intorno al 10 per cento.

Oggi i mutui a tasso fisso a 5 anni si possono ottenere al 2,24 per cento. Il prestito è relativamente economico. Un compratore straniero sarà anche attratto dal relativo basso valore del dollaro canadese, dalla svalutazione del mercato immobiliare di Toronto rispetto ad altri centri globali. Una tassa del 15 per cento sull’utile netto nella rivendita è difficile che modifichi di molto le sue aspettative di bilancio finale.

L’Ontario Teachers Pension Plan e Omers, con un valore combinato di circa 225 miliardi di dollari di fondi, potrebbero dover investire altrove, con la diminuzione di progetti di larga scala in Canada. Potrebbero non avere un approccio così positivo a un trattamento sdegnoso del loro potenziale rendiconto. I loro membri, insegnanti e altri impiegati del settore pubblico, sono tutti residenti in Ontario.

Così come molti proprietari di case, ricchi di beni e poveri in liquidità, che vedrebbero improvvisamente evaporare il loro patrimonio netto perché i legislatori si sono mossi contro i “cattivi stranieri” che si stanno approfittando del libero mercato.

E questi proprietari votano.

(Giovedì 29 settembre 2016)

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