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Cattive conseguenze se non c’è una voce discordante

Cattive conseguenze se non c’è una voce discordante

  TORONTO – Il provveditorato cattolico di Toronto (TCDSB) e Villa Charities sembrano più determinati che mai a cancellare una delle espressioni più significative del contributo italocanadese all’integrazione e allo sviluppo comunitario in questa città, se non nella provincia e oltre. Il TCDSB intende demolire il Columbus Centre – costi quel che costi.

In un rapporto di raccomandazione presentato dal Comitato per i Servizi Aziendali, la Pianificazione strategica e la Proprietà (CSSPPC) in data 9 febbraio 2016, il personale (che ha preparato la relazione dopo le approvazioni del Comitato) evidenzia il dispregio per un organismo pubblico che si lascia ingannare da “un lupo vestito da pecora”, e cioè un’altra organizzazione senza scopo di lucro e caritatevole.
Perché? Perché c’è del denaro in vista. E molto altro se la demolizione verrà portata a compimento e “libererà” l’angolo a nordest di Lawrence e Dufferin per la realizzazione di palazzi condominiali. Il 1° settembre 2011, il Ministero per l’Istruzione Pubblica (EDU) ha approvato lo stanziamento di 32,818,951 dollari “per una nuova scuola al posto della Dante Alighieri Academy”. A quell’epoca l’Academy – costruita in due anni nel periodo tra il 1974 e il 1976, e poi ampliata appena cinque anni fa – era considerata sovraffolata da 1300 studenti. Ora ne conta meno di 900.
Villa Charities è immediatamente “saltata sul carro” con la proposta di un “progetto di risviluppo joint venture” che permettesse alla VCI di “sostituire il centro comunitario e la galleria d’arte” in loro possesso. Entrambi hanno organizzato una commissione per uno Studio Congiunto di Fattibilità (JFS) del progetto con un costo di 285mila dollari più HST. La VCI, costituente la metà della commissione, era assistita dallo studio di architettura di proprietà di un ex presidente del Columbus Centre.
La sede originale comprendeva l’allora e ancora attuale  proprietà delle suore paoline al 3022 di Dufferin St. Le figlie di San Paolo, d’accordo a vendere, hanno poi cambiato idea, nonostante il CSSPPC aveva stanziato la cifra di 2,848,805 dollari, tasse incluse, per servizi di consulenza sul progetto, sulla base di un 50% con l’ex presidente del Columbus Centre che di nuovo era alla guida degli interessi della VCI.
Il 12 marzo 2014, il TCDSB ha approvato formalmente una mozione per abbandonare il sito su Dufferin Street. L’anno dopo, nel marzo 2015 “ha ratificato il rilascio di fondi per lo studio di architettura riconosciuto, affiché avviasse il processo di progettazione” nella zona nella parte occidentale del terreno di Villa Charities, su Lawrence Avenue.
Sempre nel marzo 2015, il TCDSB e la VCI hanno realizzato uno JFS supplementare a conferma dell’idoneità del questo sito. Il gruppo di consulenza era lo stesso – la CS&P Architects Inc. con Pillon Architect e Global Architect.
Questi hanno inviato ai partner della joint venture (TCDSB e VCI) un’ulteriore fattura di 291,717.88 dollari, tasse incluse, per “un servizio di modifca nel regolamento zonale” definito necessario per procedere, ma non calcolato nel progetto originale. Tutto questo, apparentemente, completava “le richieste finali per l’avanzamento del progetto”. Il provveditorato infatti è andato avanti, su due fronti. 
Il 2 giugno 2015 ha acquistato 3.15 acri di terreno e gli immobili delle Suore del Buon Pastore, (il trasferimento di 18 milioni è stato effettuato nel 2017).
L’8 giugno 2015, circa quattro anni dopo il caso delle migliorie alla Dante Academy, il CSSPPC “ha aprovato i termini e le condizioni per l’acquisto di una parte di terreno pari a 3.467 acri” di propretà di Villa Charities, nell’angolo nordovest di Lawrence, confinante con i giardini di Convent Court (presumibilmente per un prezzo di 22 milioni di dollari, anche se pare che l’affare non sia ancora concluso).
Il TCDSB è andato avanti con la preparazione di un Accordo per lo Sviluppo, che comprenderebbe “la ripartizione dei costi (tra i due partner della joint venture)… cioè i termini della condivisione dei costi e delle responsabilità, e le modalità di rimborso e risoluzione delle dispute”. 
Per “un pugno di dollari in più” il TCDSB demolirà un’icona della comunità italocanadese. I custodi di quell’icona, Villa Charities, hanno assunto un atteggiamento da Ponzio Pilato, negando addirittura l’esistenza di tale comunità – lasciando (così sperano) al TCDSB la piena responsabilità della sua caduta.
A meno che il Ministero dell’Istruzione Pubblica (EDU) non neghi al TCDSB l’uso dei Fondi per lo Sviluppo Educativo per le ragioni di questo progetto o ritiri addirittura tali fondi. Messi insieme costituirebbero un risparmio di 72 milioni di dollari per i contribuenti.
 
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