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Case di cura, è tempo di una inchiesta pubblica

Case di cura, è tempo di una inchiesta pubblica

Case di cura, è tempo di una inchiesta pubblica

TORONTO – Fino al 17 maggio, l’Ontario ha riportato 22.653 casi positivi confermati di Covid-19. In tale contesto, la provincia è entrata nella prima fase di apertura dell’economia, con uno sforzo cauto per tornare a una “nuova normalità”.

Alcuni dati sono incoraggianti; ad esempio, i numeri dell’Ontario mostrano anche che 17.360 casi sono stati risolti. Ciò rappresenta la guarigione del 76,6% tra i casi positivi confermati.

Tale andamento positivo, secondo i nostri aggiornamenti giornalieri, viene riscontrato in poche altre giurisdizioni.

Tuttavia, il Covid-19 in Ontario ha purtroppo reclamato la vita di 1.881 persone. Di questo numero, 1.388 erano residenti nelle case di cura a lunga degenza (LTCH).

Sembra che stiamo cominciando a comprendere collettivamente l’impatto di tali dati: i decessi degli anziani che vivono in LTCH rappresentano il 74% di tutti i decessi correlati a Covid-19 nella provincia (grafico 1).

In Ontario, ci sono 651 LTCH che operano su licenza concessa dal Ministry of Long Term Care (MLTC). Ogni unità gestisce la propria licenza individuale. Ma non tutti i proprietari di licenze (licenziatari) gestiscono il programma o possiedono gli edifici che ospitano gli anziani dei quali si prendono cura. Molti hanno attirato l’attenzione del pubblico sul loro modo di gestire la diffusione del virus.

I primi cinque proprietari e/o operatori sono: Sienna Senior Living, Extendicare, Southbridge (per il quale Extendicare Assist, una divisione di Extendicare Canada Inc., supervisiona le operazioni delle loro case), Chartwell e Schlegel Villages. Insieme, questi proprietari e/o operatori principali sono responsabili di 148 LTCH. Ciò rappresenta il 22,7% di tutte le LTCH che operano in Ontario (vedere la tabella 2).

Il numero è ricavato da una raccolta dei totali autodichiarati sui loro siti Web o/ e dal MLTC. Ci sono (piccole) divergenze. È un giro di affari. Tuttavia, tutte queste attività dipendono in parte dal finanziamento del governo provinciale. A questo punto, si potrebbe concludere che sono partner del governo nelll’erogazione di questa parte della sua politica sanitaria.

Sulla base di dati auto-segnalati dall’LTCH al Ministry of Long Term Care (MLTC) e resi pubblici sul sito Web della provincia dell’Ontario (17 maggio), in queste 148 LTCH si sono verificati 512 decessi dei 1.388 sopra citati (grafico 3).

Tutto questo rappresenta un 37% sconcertante (36,9% per l’esattezza) di tutti i decessi avvenuti in LTCH in tutta la provincia (grafico 2). I luoghi in cui si sono verificati sono di proprietà e/o gestione di questi primi cinque operatori. Questo è veramente motivo di allarme.

In Ontario tutte le LTCH sono tenute a seguire le linee guida, gli standard e gli obblighi delineati dal governo, inclusi i primi cinque proprietari e/o operatori. Non è evidente immediatamente che loro coordinino tutte le loro azioni, anche se condividono il finanziamento delle associazioni strutturate per fare pressione sul governo sui temi di interesse alle loro attività.

La scorsa settimana, la leader dell’Ontario NDP Andrea Horwath ha chiesto un’inchiesta pubblica sulla gestione da parte del governo della crisi nelle LTCH. Per tutta risposta, il premier Doug Ford ha dichiarato che una “revisione completa” verrà condotta nel settore dell’assistenza a lunga degenza della provincia.

Non è la stessa cosa di un’indagine che potrebbe prendere in esame la causa e le conseguenze.

Una cosa è certa, né la revisione né l’indagine possono eventualmente avere luogo senza esaminare la struttura aziendale e la cultura aziendale della leadership di queste organizzazioni.