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Canadesi creduloni: il 90% abbocca alle fake news

Canadesi creduloni: il 90% abbocca alle fake news

TORONTO – Canadesi creduloni. Si direbbe di sì, almeno questo è quanto risulta dal sondaggio condotto da Ipsos Public Affairs per il Canada’s Centre for International Governance Innovation (CIGI): ad ammettere di aver creduto ad una falsa notizia letta su internet è stato il 90 per cento dei canadesi, la maggior parte dei quali indica Facebook come la fonte più comune di segnalazioni fuorvianti.

Ad affermare di non essere mai stato ingannato è solo il 10 per cento. Tra coloro che hanno riconosciuto di aver creduto ad una fake news, il 52 per cento ha detto che è successo raramente, il 33 per cento che è accaduto qualche volta mentre il 5 per cento ha aチermato di farsi prendere per il naso frequentemente.

L’indagine demoscopica condotta internazionalmente su un campione di 25.229 utenti di internet ha rilevato che i cittadini del Paese dell’Acero sono quelli che nel mondo si fanno abbindolare maggiormente dopo gli egiziani (93 per cento).

La percentuale più bassa di ingenui è stata riscontrata in Pakistan dove solo il 72 per cento ha ammesso di aver creduto a bufale. Dalla ricerca di mercato emerge che ci sono più canadesi che non si fidano delle aziende di social media (89%) di quanti invece diffidano dei criminali informatici (85%) – nonostante il fatto che coloro che sono incaricati di proteggere i canadesi online citino spesso il crimine informatico come la loro principale preoccupazione.

«Attualmente i social media hanno un grosso problema di immagine – ha detto Fen Osler Hampson, direttore della sicurezza globale e aチari pubblici della CIGI – penso che lo sappiano. Stiamo constatando che c’è un livello molto alto di sfiducia che farà sì, che se non adottano misure più drastiche per correggere il loro operato, saranno i governi a controllarli».

In quanto alle fonti delle notizie false il 68 per cento degli interpellati in Canada ha indicato Facebook, il 65 per cento ha accusato i social media in generale, il 62 per cento ha puntato il dito contro l’”internet” e il 49% dà la colpa a YouTube. La televisione è stata citata dal 45% dei canadesi, seguita a ruota dai “media mainstream” al 43% e dalla stampa al 35%.

Il sondaggio ha rilevato anche che il 91% degli interpellati canadesi concorda sul fatto che è la diチusione online che allarga a macchia d’olio la diチusione online delle fake news.

Secondo i canadesi ed i turchi (59 per cento) il paese più responsabile per il “disordine” causato da notizie false sono gli Stati Uniti. Stati Uniti contro i quali punta il dito anche il 57 per cento degli americani.

Di parere diverso sono invece gli inglesi che incolpano la Russia mentre quelli di Hong Kong e del Giappone non hanno avuto di.coltà ad accusare la Cina. Inoltre secondo i canadesi ad avere il naso lungo come Pinocchio sono maggiormente i partiti di destra (il 75%) rispetto a quelli di sinistra (72%).

Per risolvere il problema i canadesi si sono detti più propensi a supportare le società di social media ad agire – chiudendo gli account o rimuovendo i post di notizie false – piuttosto che ad incoraggiare il governo a intervenire.

Il sondaggio ha anche evidenziato che i canadesi sono sempre più preoccupati per la loro privacy online rispetto a un anno fa: a temere la fuga di dati personali è attualmente il 76 per cento rispetto al 48 per cento dell’anno scorso.

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