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“Assunzione di rischi” in nome della scienza? 

“Assunzione di rischi” in nome della scienza? 

“Assunzione di rischi” in nome della scienza? 

TORONTO – Negli ultimi dieci mesi, non è passato un giorno senza una sorta di nuovo record che superasse il precedente rapporto riguardo al Covid-19.

Domenica scorsa l’Ontario ha raggiunto il record di 1.042 nuovi contagi in 24 ore. Si potrebbe supporre che un maggior numero di test eseguiti possa far registrare un alto numero di positività. I risultati di domenica si sono basati su poco meno di 39.000 (38.769) test elaborati.

Anche così, si tratta di una cifra ben al di sotto dei 50.000 test al giorno voluti come standard dalla Provincia entro la metà di ottobre.

Se gli “scienziati” hanno imparato qualcosa dalla SARS e dalla “prima ondata”, è che i migliori metodi per limitare la diffusione del Covid- 19 sono: testare, tracciare, isolare e curare. Fino a quando non si trovi un trattamento o un vaccino efficace e poi una maniera di distribuirlo ampiamente, i casi continueranno probabilmente a salire.

In tutto il mondo, i casi di Covid- 19 sono in aumento. L’Italia, primo Paese in Europa a subire il maggiore impatto nella prima ondata del coronavirus, ha registrato oltre quarantamila nuove infezioni nel fine settimana.

Un fenomeno simile si verifica ora nel Regno Unito (Inghilterra). Durante il fine settimana, il Paese ha riferito più di 42.000 casi. I ricercatori londinesi si sono quindi rivolti ad una tecnica controversa ed a nuovi studi per accelerare potenzialmente lo sviluppo di un vaccino – un modello di “sfida umana”.

Normalmente, negli studi clinici standard, i volontari vengono vaccinati e monitorati per diversi mesi per vedere se sviluppano una malattia che possa circolare nella comunità. Ora, gli scienziati propongono di infettare fino a 90 volontari sani e giovani (di età compresa tra i 18 e i 30 anni), con il virus Covid-19. L’obiettivo è quello di identificare i livelli minimi necessari affinché il virus infettasse i partecipanti sani.

Gli studi saranno condotti in condizioni di sicurezza rigorose, in una struttura sana e sicura. I soggetti saranno monitorati tutto il giorno per esaminare come il virus si comporta nel corpo.

Una volta completata questa prima fase, i ricercatori studieranno attentamente come funzionano i vaccini nel corpo per fermare il Covid- 19. I volontari riceveranno prima una dose di vaccino, poi saranno intenzionalmente esposti al virus.

I ricercatori sostengono che questi studi hanno il potenziale di accelerare lo sviluppo di vaccini e quindi terapie adatte al trattamento del Covid-19.

Lo studio sarà condotto in collaborazione col Royal Free Hospital di Londra, l’Imperial College di Londra e il settore privato. La collaborazione è resa possibile grazie a fondi governativi pari a circa 57,5 milioni di dollari canadesi.

Questi tipi di ricerche sono state utilizzate nell’arco di diversi decenni nello studio di altre malattie come tifo, colera e influenza. Tuttavia, persistono questioni etiche e di sicurezza.

Le principali autorità di regolamentazione e ricerca nel settore della pubblica sanità del Paese dovranno dare il loro “via libera” prima di qualsiasi studio.

Se approvati dalle autorità di regolamentazione e dai comitati etici, gli studi potrebbero iniziare a gennaio 2021 con i risultati attesi nel corso di quell’anno, verso maggio. Attualmente, ci sono 44 candidati al vaccino Covid-19 in varie fasi della valutazione clinica.

Secondo l’OMS, dal 19 ottobre scorso, dieci vaccini sono nella fase 3, quella finale con le prove sull’uomo.

Con lo sviluppo dei vaccini in rapida evoluzione ed i risultati attesi entro la fine dell’anno o l’inizio del 2021, i critici si chiedono se gli studi sulla “sfida umana” valgano il rischio ed esprimono cautela contro potenziali danni.