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Anziani, al 70% “saltano” i farmaci

Anziani, al 70% “saltano” i farmaci

ROMA – In Italia sono oltre 14 milioni gli anziani over 65 che dovrebbero prendere in media sei farmaci al giorno, ma che solo nel 70% dei casi assumono regolarmente le cure, con gravi conseguenze per la salute.

“Siamo di fronte ad un grande paradosso socio-sanitario” afferma il prof. Vincenzo Mirone, responsabile scientifi co del Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia.

“Abbiamo a disposizione trattamenti estremamente efficaci per contrastare malattie tipiche della terza età – prosegue Mirone – ma gli anziani tendono a non assumerli regolarmente o a farlo solo per pochi mesi. Il 50% dei pazienti colpiti da ipertensione sospende, di propria iniziativa, la cura dopo un anno dall’inizio della prescrizione. Alla base di queste scelte possono esserci convinzioni personali irrazionali sui farmaci e sulla propria condizione di salute. Tutto questo può causare effetti estremamente negativi e soprattutto pericolosi. Terapie orali come gli anti-ipoglicemici o gli integratori di vitamina D sono efficaci se vengono presi seguendo scrupolosamente le tempistiche indicate dal medico curante. E’ quindi arrivato il momento di avviare un’intensa attività educazionale rivolta a tutti gli over 65 residenti nel nostro Paese”.

“Il nostro Paese è al secondo posto in Europa per indice di vecchiaia” aggiunge Mauro Boldrini, Vice Presidente del CIAT.

Le condizioni generali di salute della popolazione anziana del nostro Paese sono in miglioramento.

Tuttavia agli over 65 sono attribuibili un terzo di tutti i ricoveri ospedalieri e la metà delle giornate di degenza. I problemi maggiori sono riscontrati nei pazienti colpiti da più patologie croniche. Queste interessano più del 50% degli anziani e il loro numero tenderà a crescere già a partire dai prossimi anni, con inevitabili conseguenze sull’assistenza sanitaria. Si calcola, infatti, che entro il 2024 un italiano su cinque sarà ’multicronico’.

Tutti questi dati dimostrano chiaramente come dobbiamo fin da subito puntare sull’educazione dei cittadini non più giovanissimi. In particolare va insegnata l’importanza di rispettare sempre le prescrizioni dei medici”.

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Groningen, in Olanda, ha dimostrato che molto frequentemente gli anziani a cui viene indicata una terapia a base di antidepressivi tendono a non seguirla o a interromperla senza prima consultare un medico, mettendo così a rischio la propria salute. Gli esperti hanno esaminato i dati di 1.500 persone di età pari o superiore a 60 anni a cui era stata diagnosticata la depressione.

Dallo studio è emerso che il 14% dei pazienti a cui sono stati prescritti degli antidepressivi ha atteso oltre due settimane prima di iniziare la terapia.

Un altro 15%, pur avendo iniziato la cura nei tempi previsti, ha preso l’abitudine di saltare circa una dose su 4 rispetto alla prescrizione medica. Entro un anno dall’inizio della terapia, il 37% l’ha interrotta del tutto – di propria iniziativa – senza consultare il medico curante.

Giorgio Mitolo

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