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Usa, 649 miliardi di dollari per la spesa militare

Usa, 649 miliardi di dollari per la spesa militare

WASHINGTON – Più che una festa, una parata militare. Finanziata, a quanto pare, con i parchi e i monumenti pubblici americani: secondo uno scoop del Washington Post, infatti, almeno una parte della sfilata del 4 Luglio, Independence Day, è stata finanziata con denaro pubblico, 2,5 milioni di dollari prelevati direttamente dal budget di aree verdi e musei.

Il presidente Donald Trump ha deciso di trasformare, anno dopo anno, la festa americana in una celebrazione delle forze armate. Un’idea venutagli nel 2017, quando, ospite del suo omologo francese Emmanuel Macron, restò folgorato dalla parata del 14 luglio.

Trump avrebbe voluto mettere in piedi la sua versione già a novembre, nella giornata dedicata ai veterani. Ma non si riuscirono a recuperare in tempo i fondi necessari all’evento.

Stavolta, invece, il presidente ce l’ha fatta e così in occasione del 4 Luglio ha “mostrato i muscoli” al mondo intero, fra carri armati (gli Adams da settanta tonnellate l’uno), aerei militari (gli F35) e migliaia di uomini in divisa a sfi lare a Washington. Del resto con Trump la spesa militare americana ha preso il volo, raggiungendo livelli incredibili.

Secondo i dati di Sipri – Stockholm International Peace Research Institute, nel 2018 la spesa militare degli Usa è stata di 649 miliardi di dollari. Si tratta del 36% della spesa globale degli Stati Uniti. Il rapporto tra spesa militare e PIL è del 3,2%.

Dietro gli Stati Uniti troviamo la Cina, comunque lontanissima nonostante abbia aumentato la spesa militare, passando dai 228 miliardi del 2017 ai 250 miliardi del 2018: è l’1,9% del suo PIL. Così come Usa e Cina, anche l’Arabia Saudita ha aumentato la propria spesa militare, arrivando a 68 miliardi di dollari che equivale all’8,8% del suo PIL.

Subito giù dal podio troviamo l’India (66,5 miliardi di dollari, 2,4% del PIL) seguita dal primo Paese europeo, la Francia, che si posiziona in quinta posizione subito prima della Russia, scesa dal 4° al 6° posto. Per la Francia il Sipri ha rilevato una crescita di 6 miliardi per il 2018, con la spesa militare che ha toccato i 63,8 miliardi di dollari (2,4% del PIL). Al 6° posto troviamo la Russia (61,4 miliardi, 4% del PIL).

A seguire, il Regno Unito (50 miliardi di dollari, 1,8% del PIL), la Germania (49,5 miliardi, 1,2% del PIL), il Giappone (46,6 miliardi, 2,3% del PIL) e la Corea del Sud che mantiene la decima posizione con un monte spesa di 43,1 miliardi di dollari (2,6% del PIL).

All’undicesimo posto c’è l’Italia, con una spesa di 27,8 miliardi di dollari, vale a dire l’1,3% del PIL.

Il Canada è al 14°, con 21,6 miliardi pari all’1,3% del PIL, come l’Italia.

Ma gli Usa, nonostante la cifra esorbitante già spesa per la difesa rispetto agli altri Paesi del mondo, non si fermeranno: nella proposta di bilancio per il 2020, Donald Trump ha proposto di aumentare tali spese del 4%, fi no a 750 miliardi di dollari, e di tagliare gli aiuti all’estero di 13 miliardi, oltre a “sforbiciate” sul welfare (22 miliardi), sui buoni alimentari (17 miliardi), sul Dipartimento di Stato (23%), sull’agenzia per la protezione dell’ambiente (31%) e sui trasporti (22%). “Tutti i Paesi della Nato dovrebbero fare come noi e spendere di più perché il mondo è pieno di pericoli”, ha dichiarato Trump.

Ma qual è il vero pericolo e cos’è che fa paura davvero, se non una “montagna” di armi?

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