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Teheran ritorna a fare la voce grossa sul nucleare

Teheran ritorna a fare la voce grossa sul nucleare

TEHERAN – Il capo dell’organizzazione per l’energia atomica di Teheran, Ali Akbar Salehi ha annunciato che “l’Iran ha aumentato di circa 10 volte la sua produzione quotidiana di uranio nel corso degli ultimi 60 giorni. la produzione è ora di cinquemila grammi”.

L’annuncio è giunto insieme a quello sul raddoppio del numero di centrifughe avanzate del modello IR-6 messe in funzione, che secondo Salehi è avvenuto “con 4-5 anni di anticipo come conseguenza delle attuali sfide politiche che il Paese sta a­rontando, in modo da mostrarne la determinazione e le capacità”.

Sempre negli ultimi due mesi, ha aggiunto il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica, la Repubblica islamica “ha aumentato di 6.000 le unità di lavoro separativo (ossia l’unità di misura della quantità di uranio trattata e del suo grado di arricchimento, ndr), portando la loro capacità totale a 8.660”.

L’Iran ha minacciato che da giovedì scatti un nuovo disimpegno dall’accordo sul nucleare raggiunto nel 2015, alla scadenza del quarto ultimatum di 60 giorni dato ai partner dell’Unione Europea, per compensare gli e­etti delle sanzioni americane.

Il ’piano d’azione congiunto globale’ è un accordo internazionale sull’energia nucleare in Iran siglato a Vienna il 14 luglio 2015 tra l’Iran, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti – più la Germania e l’Unione europea.

In base all’accordo, l’Iran aveva accettato di eliminare le sue riserve di uranio a medio arricchimento, di tagliare del 98% le riserve di uranio a basso arricchimento e di ridurre di due terzi le sue centrifughe a gas per tredici anni.

Per i successivi quindici anni l’Iran potrà arricchire l’uranio – sempre secondo l’accordo – solo al 3,67%. L’Iran ha inoltre pattuito di non costruire alcun nuovo reattore nucleare ad acqua pesante, nello stesso periodo di tempo.

L’accordo stabilisce che le attività di arricchimento dell’uranio vengano limitate ad un singolo impianto (quello di Bushehr, ndr) utilizzando centrifughe di prima generazione per dieci anni. Altri impianti saranno convertiti per evitare il rischio di proliferazione nucleare.

Per monitorare e verificare il rispetto dell’accordo da parte dell’Iran, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica può avere regolare accesso a tutti gli impianti nucleari iraniani.

L’accordo prevedeva che in cambio del rispetto dei suoi impegni, l’Iran ottenesse la cessazione delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e precedentemente emanate a causa del suo programma di sviluppo nucleare.

Giorgio Mitolo

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