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Strage di mormoni in Messico: un arresto, molti dubbi

Strage di mormoni in Messico: un arresto, molti dubbi

CITTÀ DEL MESSICO – La polizia messicana ha arrestato una persona sospettata di essere coinvolta nell’attacco contro un gruppo di mormoni in cui sono morte nove persone, tra cui sei bambini: lo riporta la Cnn online, che cita le autorità del Paese.

Non si conosce ancora l’identità della persona arrestata, ma l’agenzia ministeriale per le indagini penali ha reso noto che al momento della cattura l’individuo aveva con sè due ostaggi legati e imbavagliati.

Per la procura il massacro a nord della località di Bavispe potrebbe essere opera dei Los Jaguares.

Guidati da Francisco ’El Jaguar’ Arvizu, sono parte del braccio armato di Sinaloa – Gente Nueva – e agiscono nello stato di Chihuahua.

Negli ultimi mesi sono stati impegnati in scontri feroci contro i rivali de La Linea, i sicari del Cartello di Juarez.

Una sfida per il controllo dei traffici che ha contagiato anche il vicino stato di Sonora, al confine con l’Arizona.

Ma nella zona provano a infiltrarsi anche altri gruppi – come Jalisco Nueva Generacion – una lotta aperta che stritola criminali e innocenti.

Oltre alla marijuana trattano fentanyl, coca, benzina rubata e si dedicano alle estorsioni, molto redditizie.

Ieri la polizia accreditava l’ipotesi che i banditi abbiano scambiato i veicoli dei mormoni per mezzi degli avversari.

Ma qualcuno ha ribattuto: i Juaguares, essendo della zona, avrebbero dovuto riconoscerli, dunque questo porta a ipotizzare che l’imboscata sia da attribuire a formazioni arrivate da fuori.

Inoltre l’agguato è avvenuto in fasi diverse: una prima auto sotto il fuoco, poi le altre a 18 chilometri di distanza in un secondo momento.

La famiglia colpita dalle strage di ieri in Messico è segnata da una storia di violenza, non solo subita ma in passato anche perpetrata dai suoi membri.

I LeBaron sono fondamentalisti mormoni scomunicati dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni perché poligami.

I figli del fondatore finirono in una faida familiare. Uno, Ervil, formò la sua chiesa che divenne presto una setta, racconta Anna LeBaron, che era una dei 51 figli
– avuti da ben 13 mogli – di
Ervil.

La setta fu smembrata nei primi anni
’90 e l’uomo morì in prigione nel 1981 mentre scontava l’ergastolo per omicidio.

“Mio padre ordinava assassinii in stile mafioso, che venivano eseguiti da membri della setta. Spesso contro chi smetteva di credere in lui o nei suoi culti” ha scritto una delle sue figlie in un libro pubblicato nel 2017.

I fedeli di Ervil al confine della California hanno lanciato campagne contro le tasse e i controlli sulle armi.

Nel 1976 minacciarono l’allora candidato alla presidenza statunitense, Jimmy Carter, da loro definito “troppo liberal”. Ma Carter fu eletto.

Nel 1975 Ervil fu arrestato in Messico, per corruzione, ma subito rilasciato.

Nel 1979 fu estradato e condannato all’ergastolo in America, dove lo trovarono appunto morto in cella.

Oggi la poligamia è in declino, assicurano i LeBaron. Ma la violenza li perseguita. Si sono opposti ai cartelli della droga, chiedendo di creare una propria forza di sicurezza.

Dieci anni fa quando il sedicenne Erick – pronipote del fondatore Ervil – fu rapito dalle gang, il fratello Benjamin rifiutò di pagare il riscatto di un milione di dollari e si rivolse alle autorità. In 7 giorni Erick venne liberato.

Allora i contadini chiesero a Benjamin di fermare le estorsioni delle gang: i suoi tentativi di aiutarli avrebbero portato alla sua uccisione.

Ma i contadini hanno anche accusato i LeBaron di accaparrarsi l’ acqua e hanno tentato di distruggere i pozzi illegali della Colonia: i mormoni li hanno cacciati sparando.

Il rifiuto della poligamia aveva aperto le porte all’accettazione dei mormoni in America, ma alcuni gruppi “ribelli”, una minoranza, hanno continuato a invece praticarla, rifugiandosi in Messico, in Canada o in enclave più o meno isolate degli Stati Uniti.

Una strage dunque che lascia tuttora aperti molti quesiti.

Giorgio Mitolo

Nella foto, due donne piangono davanti alla carcassa di una delle auto in cui sono stati assassinati i mormoni

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