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Siria: morti 5 soldati turchi, 600mila civili in fuga

Siria: morti 5 soldati turchi, 600mila civili in fuga

Siria: morti 5 soldati turchi, 600mila civili in fuga

DAMASCO – A a nord della provincia di Idlib, in Siria, cinque soldati turchi sono rimasti uccisi ed altri cinque feriti da colpi d’artiglieria esplosi dalle truppe regolari siriane. Lo riferisce il mistero della difesa di Ankara, aggiungendo che le forze turche hanno risposto al fuoco.

“Gli sviluppi sono monitorati da vicino e le necessarie precauzioni sono state prese” ha aggiunto la difesa turca, in una nota.

Fra Siria e Turchia i rapporti sono ormai incandescenti ed il presidente turco Erdogan ha inviato nella provincia siriana un convoglio militare per raff•orzare i “punti di osservazione” concordati con Mosca e Teheran, ma la rabbia per l’uccisione di otto militari turchi durante un bombardamento da parte delle forze siriane governative – avvenuta lo scorso 3 febbraio – non si è aff•atto placata.

Sia la Siria che la Russia avevano attribuito la responsabilità dell’incidente al fatto che i soldati di Ankara non avessero comunicato i loro movimenti nella provincia di Idlib, ma per Ankara è evidentemente bastato.

Dopo aver ordinato raid aerei di rappresaglia, Erdogan ha spedito rinforzi alle posizioni turche e non esclude “nessuna opzione”. In altre parole, valuta apertamente la possibilità di uno scontro diretto con le forze siriane.

L’iniziativa a questo punto passa alla Russia, che sta cercando di mediare fra Damasco e Ankara.

Ieri una delegazione russa di cui faceva parte anche l’inviato speciale di Vladimir Putin per la Siria, Alexander Lavrentiev, si è recata ad Ankara per nuovi colloqui sulla crisi nell’area.

Insieme all’Iran, Turchia e Russia hanno condotto i negoziati sulla Siria di Astana e Sochi.

Mosca sostiene il regime siriano di Bashar al Assad e protegge le azioni militari delle forze governative, ma – allo stesso tempo – ha aperto un canale diplomatico con la Turchia, che in questi mesi si è profilata sempre più come indipendente dalle strategia alleate della Nato. Ed Erdogan insiste perché il Cremlino imponga a Damasco il rispetto degli accordi per la creazione di una zona demilitarizzata attorno a Idlib.

Nel frattempo, la situazione nella provincia di Idlib resta catastrofica. Dall’avvio della nuova offensiva – lo scorso dicembre – oltre 586mila civili, secondo l’Onu, hanno abbandonato le loro case a causa della guerra in corso e sono tuttora in marcia verso il confine turco, che rimane però chiuso. Si tratta dell’ennesimo esodo di civili innocenti e con esito incerto.