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Siria: mezzo milione di bambini sfollati dalla provincia di Idlib

Siria: mezzo milione di bambini sfollati dalla provincia di Idlib

Siria: mezzo milione di bambini sfollati dalla provincia di Idlib

DAMASCO – Sono sempre più disperate le condizioni di bambini e famiglie nel nordovest della Siria dove – in due mesi e mezzo di combattimenti tra forze governative, appoggiate dalla Russia, e forze di opposizione – si contano circa 900mila civili sfollati. Di questi, circa 500mila sono bambini.

Secondo l’Unicef, decine di migliaia di bambini sono costretti a sopravvivere all’addiaccio, in tende e in altri ripari di fortuna in zone collinari e montagnose nella morsa del freddo invernale.

“La situazione nel nordovest è insostenibile, anche per i severi standard della Siria” ha detto Henrietta Fore, direttore esecutivo di Unicef. “Bambini e famiglie si trovano intrappolati tra la violenza – ha aggiunto Fore – il freddo pungente, la mancanza di cibo e le disperate condizioni di vita. Tale disprezzo per la sicurezza e il benessere dei bambini e delle famiglie non può continuare”.

Negli ultimi giorni, almeno 7 bambini, tra cui uno di soli sette mesi, sono morti a causa delle temperature gelide e delle terribili condizioni di vita nei campi profughi a Idlib. Due sorelle di 3 e 4 anni hanno perso la vita dopo che la tenda nella quale vivevano ha preso fuoco perché la stufa non era sicura e la loro mamma incinta ha riportato ustioni sul corpo.

“Anche un ragazzo di 14 anni, che viveva con la sua famiglia di sette persone in una piccola tenda, non ha retto alle temperature gelide”, ha dichiarato un operatore umanitario di Hurras Network.

Quasi 300 civili sono stati uccisi durante gli attacchi nel nordovest della Siria, il 93% dei quali ha perso la vita per mano dell’esercito di Damasco sostenuto dalla Russia, come ha riferito ieri un funzionario dell’Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, la quale ha espresso il suo «orrore per l’immensità della crisi umanitaria» denunciando i bombardamenti negli immediati pressi dei campi profughi e sulle strutture sanitarie ed educative avvenuti ieri, sostenendo che si tratti di “crimini di guerra”.

Il portavoce dell’Onu, Rupert Colville, si è chiesto se la Siria e la Russia “stiano deliberatamente prendendo di mira i civili e gli edifici” protetti dalla legge internazionale. “La quantità di attacchi agli ospedali, agli esercizi sanitari e alle scuole non può essere accidentale” ha specificato Colville.

Nel frattempo, in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, il presidente siriano Bashar al Assad si è congratulato con le sue forze che – tra domenica e lunedì – hanno riconquistato la cintura periferica sudoccidentale di Aleppo.

Nelle ultime settimane, le truppe governative sostenute da Mosca hanno conquistato più di 1.500 chilometri quadrati nel nord-ovest della Siria.