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Proteste più dure dal 1979, l’Iran ammette le vittime

Proteste più dure dal 1979, l’Iran ammette le vittime

Proteste più dure dal 1979, l’Iran ammette le vittime

TEHERAN – Tre settimane dopo l’inizio delle proteste in Iran, scatenate dai rincari della benzina, che hanno portato alle più gravi proteste accadute in 40 anni di regime islamico – per la prima volta – Teheran riconosce che le forze di sicurezza hanno sparato e ucciso dei manifestanti.

A confermarlo è stata la televisione di Stato iraniana, senza tuttavia fornire alcuna cifra precisa, mentre le autorità insistono nell’affermare che le forze di sicurezza non hanno preso di mira dimostranti pacifici, ma “bande di facinorosi e di teppisti”.

Manca ancora un bilancio ufficiale. Secondo Amnesty International i morti sono almeno 208 in 10 province, spesso disarmati e uccisi con colpi di pistola alla testa o al petto. Iran Human Rights ha raccolto i nomi di 230 vittime, potrebbero arrivare a 400. Per cinque giorni, dal 15 novembre scorso, l’Iran è stato scosso dalle proteste più violente degli ultimi quarant’anni.

Gli iraniani si sono svegliati scoprendo l’aumento del prezzo della benzina del 50% per i primi 60 litri, del 300% per ogni litro in più: una miccia in un clima di so.erenza per la disoccupazione, l’inflazione, i problemi economici accentuati dalle sanzioni americane, ma anche dalla rabbia per la corruzione dell’élite.

I video provenienti dal centinaio di località dove sono scoppiate manifestazioni mostrano forze di sicurezza che sparano a bruciapelo sui manifestanti disarmati o li picchiano con manganelli. In un video verificato da Amnesty, le forze dell’ordine emergono da un edificio e sparano sulla folla. In un altro, cecchini in uniformi scure sparano dai tetti di un edificio governativo a Javanrud, ad ovest di Teheran.

Secondo alcune testimonianze, raccolte dal New York Times, un centinaio di manifestanti sarebbero stati uccisi – a colpi di mitragliatrice – in un campo di canne da zucchero. Le autorità iraniane hanno ammesso che 2.021 persone sono state arrestate, durante le manifestazioni.

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha ieri affermato che “tra tutti quelli che sono stati arrestati ci sono certamente alcuni innocenti e dovrebbero essere liberati”.