CorrCan Media Group

Produzione di petrolio saudita dimezzata dopo gli attacchi con i droni

Produzione di petrolio saudita dimezzata dopo gli attacchi con i droni

RIAD – Si ferma oltre la metà della produzione totale di petrolio dell’Arabia Saudita dopo gli attacchi con droni che sabato hanno colpito i due stabilimenti di Abqaiq e Khurais, di proprietà della compagnia Saudi Aramco e tra i più grandi del mondo.

L’attacco – realizzato con l’utilizzo di dieci droni radiocomandati – è stato rivendicato dagli Houthi, i ribelli filo-iraniani che dal 2015 combattono in Yemen contro una coalizione guidata proprio dai sauditi.

I ribelli hanno minacciato altri attacchi simili in futuro, se le forze saudite continueranno il loro intervento militare in Yemen, dove dal 2015 Riad è impegnata nei bombardamenti contro le milizie filo-iraniane.

Subito dopo l’attacco aereo, la produzione della Saudi Aramco è stata tagliata di 5,7 milioni di barili al giorno.

Abqaiq è l’impianto di stabilizzazione del greggio più grande del mondo, dove vengono pretrattati i due terzi del greggio saudita da destinare all’esportazione e eseguita la trasformazione del petrolio in cosiddetto greggio dolce, ossia quello pronto per le raffinerie.

Secondo gli esperti, esiste un pericolo reale che – a partire da oggi – i prezzi del greggio faranno registrare improvvisi aumenti sul mercato internazionale. Se il blocco della produzione sarà esteso, sarà probabile che si ricorrerà al rilascio di riserve petrolifere strategiche da parte dei paesi dell’Agenzia internazionale per l’energia.

Da Washington, il dipartimento dell’energia ha reso noto che gli Stati Uniti sono pronti a impiegare risorse delle riserve petrolifere strategiche – all’incirca 630 milioni di barili – per compensare qualsiasi interruzione dei mercati petroliferi. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha accusato l’Iran, sostenendo che “Teheran è dietro ad un centinaio di attacchi contro l’Arabia Saudita”.

Giorgio Mitolo

More in Esteri
Cafone-in-chief
Mar Sun ,2017