CorrCan Media Group

Nulla di fatto alla conferenza sull’inquinamento

Nulla di fatto alla conferenza sull’inquinamento

MADRID – Si è conclusa con un accordo minimo, al secondo giorno di estensione dei lavori che si sarebbero dovuti concludere venerdì, la Cop25, la conferenza Onu sul clima di Madrid. I circa 200 Paesi firmatari dell’accordo di Parigi non sono riusciti a evitare il fallimento del summit.

Dopo due settimane di difficili negoziati e due ulteriori notti di trattative intense, nella sessione conclusiva hanno segnalato il “bisogno urgente” di agire contro il riscaldamento climatico, ma senza arrivare ad un accordo su alcuni punti essenziali per rispondere all’emergenza climatica ed agli appelli pressanti dei militanti ecologisti.

A pesare, in particolare, il mancato accordo sulle regole dei mercati internazionali di carbonio, ultimo dossier del manuale d’uso dell’accordo di Parigi del 2015.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “deluso” dall’esito fallimentare della Cop25 di Madrid sul clima. “Un’occasione persa”, l’ha definita il capo delle Nazioni unite. Neanche il prolungamento del negoziato ha risolto il nodo dell’articolo 6 dell’accordo di Parigi sui mercati della CO2.

Il vertice si è quindi chiuso con una dichiarazione al ribasso e un appello generico ai Paesi a fare “sforzi più ambiziosi”.

I delegati si sono dati appuntamento tra un anno – a fine 2020, a Glasgow – per continuare l’opera mirata a ridurre le emissioni di carbonio nell’atmosfera.

Quanto al taglio delle emissioni, sarà necessario mettere sul tavolo nuove promesse, più ambiziose.

Ma alla spinta proposta dai Paesi dell’Unione Europea, si è contrapposta l’opposizione di Stati Uniti, Brasile, India e Cina.

L’Unione Europea ha chiesto di allungare il periodo di transizione previsto per riconoscere i vecchi limiti del carbonio sino al 2023, mentre il Brasile ha preteso di estendere questo periodo sino al 2025.

I Paesi presenti alla conferenza di Madrid si sono impegnati a continuare a lavorare nella strutturazione dei meccanismi di mercato del carbonio e per arrivare ad un sistema che eviti i doppi conteggi e che garantisca, nello stesso tempo, l’integrità ambientale.

Sui lavori della conferenza, la giovane attivista svedese Greta Thunberg aveva twittato “sembra che la Cop25 stia per cadere a pezzi. La scienza è chiara, ma viene ignorata. Qualsiasi cosa succeda, non abbandoneremo. Siamo solo all’inizio” ha concluso.

More in Esteri
Cafone-in-chief
Mar Sun ,2017