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Mandato d’arresto per l’ex presidente Morales

Mandato d’arresto per l’ex presidente Morales

LA PAZ – La magistratura boliviana ha emesso un ordine di arresto nei confronti dell’ex presidente Evo Morales, con le accuse di sedizione, istigazione alla rivolta e finanziamento del terrorismo.

Oltre che nei confronti di Morales sono stati emessi mandati di arresto nei confronti di Faustino Yucra Yarwi, importante esponente del partito dell’ex presidente, sospettato di aver incitato le proteste contro la presidente ad interim Jeanine Anez.

Rifugiatosi prima in Messico – lo scorso novembre – dopo essere fuggito dal Paese, Morales era arrivato la scorsa settimana in Argentina, che gli ha quindi concesso lo status di rifugiato. “Non ho paura di essere arrestato”, aveva detto ieri l’ex presidente, sostenendo che non ci sono prove che possano giustificare il processo contro di lui.

Tutto era iniziato il 20 ottobre, giorno dello spoglio dei voti dell’elezione presidenziale. Morales si era candidato per la quarta volta – forzando la Costituzione – e ciò aveva scatenato le polemiche dell’opposizione.

Il conteggio era stato bloccato all’improvviso, quando la maggioranza delle schede era già stata scrutinata, per poi era riprendere. Ciò era bastato a scatenare l’accusa di brogli. Morales alla fine era risultato vincitore, ma le proteste fomentate dall’opposizione lo avevano poi costretto a dimettersi ed a fuggire dal Paese lo scorso 12 novembre.

A quel punto la senatrice Jeanine Anez era stata nominata presidente ad interim, ma senza il quorum in Parlamento, a causa dell’assenza degli esponenti del Movimento per il Socialismo, il partito di Morales, che – dal Messico – denunciava il tutto come un colpo di Stato, accusando gli Stati Uniti.

Il documento dell’ordine di cattura, firmato dai giudici boliviani, è stato di’uso dal ministro dell’interno, Arturo Murillo (via Twitter, ndr) con un messaggio indirizzato ad Evo Morales “per sua conoscenza”.

La decisione della procura di La Paz giunge dopo che Morales aveva espresso – nei giorni scorsi – la sua intenzione di tornare in Bolivia. Lo stesso, dall’Argentina, si è detto fiducioso di “ricevere tutte le garanzie nel suo Paese” dato che è un ex presidente.

Tuttavia, il processo per terrorismo contro Morales riguarda eventi verificatisi quando non era più in carica, durante le violente proteste seguite alle sue dimissioni.

Morales è stato formalmente indagato dopo la diffusione di un video in cui si sente una voce – a lui attribuita, mentre si trovava in Messico – che in una conversazione telefonica ordinava di “assediare le città della Bolivia per poi lasciarle senza cibo”.

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