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L’Unione Europea potrebbe presto chiudere le porte a chi arriva dal Canada

L’Unione Europea potrebbe presto chiudere le porte a chi arriva dal Canada

L’Unione Europea potrebbe presto chiudere le porte a chi arriva dal Canada

TORONTO – L’Unione Europea starebbe per rimuovere il Canada dall’elenco dei Paesi i cui residenti sono autorizzati a visitare i 27 Stati membri d’Europa, Italia compresa. Lo hanno affermato alcuni funzionari dell’organizzazione, con sede a Bruxelles, a condizione di mantenere l’anonimato.

Il Canada dunque – come già da tempo in vigore per gli Stati Uniti – andrebbe ad aggiungersi alla cosiddetta ‘lista nera’ della UE, per la restrizione ai viaggi dei cittadini extraeuropei dentro e fuori il Vecchio Continente, in tempi di pandemia da coronavirus.

Su questo tema il Corriere Canadese ha chiesto – in esclusiva – il pensiero dell’onorevole Francesca La Marca (nella foto in alto), deputata per la Circoscrizione America Settentrionale e Centrale, la quale ci ha risposto via email.

“La frontiera della mobilità internazionale in questi mesi si sta spostando ripetutamente in relazione all’evoluzione della pandemia – ha esordito l’onorevole La Marca – Raramente le decisioni degli Stati e degli organismi internazionali sono state tanto condizionate da fattori esterni, in questo caso, l’aggressione del coronavirus come in questa fase drammatica che stiamo vivendo. Nel caso qui richiamato, si sta parlando di un orientamento dell’Unione Europea che, pur essendo il frutto di una mediazione tra i partner, alla fine, diventa prevalente anche per gli Stati”.

“Prima di dare un giudizio definitivo, dunque, è giusto da parte nostra capire quale sarà nel breve e medio periodo l’evolversi della crisi sanitaria e poi tirarne responsabilmente le conclusioni. Anche se, onestamente, nel nostro Paese, il Canada, le preoccupazioni per una nuova ondata della pandemia sono aumentate, così come in Italia, mi auguro fermamente che non si arrivi alla decisione di escluderlo dalla ‘lista bianca’, perché sarebbe una regressione dopo la lunga attesa della fase di lockdown”.

“Oltre alla preoccupazione per la salute dei cittadini, che resta primaria, occorrerebbe anche considerare il volume degli scambi affettivi, professionali ed economici che intercorrono tra le diverse aree. In questo senso il Canada è certamente una realtà di interesse primario per l’Italia e l’Europa. In particolare, questo desiderio di mantenere aperti i canali della comunicazione tra la società canadese e quella italiana è per noi italo-canadesi particolarmente vivo perché nei rapporti con l’Italia abbiamo sempre trovato momenti di identità e di coesione”.

“Personalmente, ho sollecitato più volte i ministri competenti del governo italiano per cercare di sostituire modalità di prevenzione e di isolamento eccessivamente rigide con modalità non meno sicure sul piano sanitario, quale può essere l’accertamento della negatività del contagio tramite il tampone ed esami sierologici”.

“Nel complesso, comunque, dobbiamo avere tutti grande senso di responsabilità e chiedere un dialogo assiduo tra chi ha le responsabilità di governo a qualsiasi livello affinché siano prese certamente misure di prevenzione ma gli effetti sulle persone e sulle relazioni economiche siano ridotti al minimo”.