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L’Iran ammette, aereo abbattuto per errore umano

L’Iran ammette, aereo abbattuto per errore umano

TEHERAN – Alla fine l’Iran lo ha ammesso. Sono stati i loro missili ad abbattere l’aereo ucraino. “La Repubblica islamica dell’Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso” e le “indagini proseguiranno per identificare e perseguire” gli autori di questa “grande tragedia” e “questo sbaglio imperdonabile”, afferma il presidente iraniano Hassan Rouhani con un post sul suo account Twitter.

“Coloro che sono coinvolti nello schianto dell’aereo ucraino saranno presto processati”, assicura Rouhani. Esprimendo rammarico e condoglianze a nome della Repubblica islamica, il presidente dell’Iran ha sottolineato che sono state prese misure legali contro “coloro che hanno commesso l’errore” e la gente sarà informata dei risultati.

E’ stato il capo dell’aeronautica militare della Guardia rivoluzionaria iraniana, Amir Ali Hajizadeh, a rivelare com’è andata: “Un soldato ha agito in maniera indipendente, sparando senza averne avuto ordine, a causa di un intoppo nelle comunicazioni”, spiega aggiungendo comunque di assumersi la responsabilità dell’errore.

Il soldato – spiega ancora – ha scambiato l’aereo per un “missile da crociera” e ha avuto “10 secondi” per decidere. “In condizioni così sensibili e critiche, il volo n. 752 dell’Ukraine International Airlines parte dall’aeroporto Imam Khomeini e, pur cambiando direzione, assomiglia completamente a un obiettivo ostile che si avvicina a un centro sensibile delle nostre forze” ha precisato l’alto ufficiale iraniano.

Il generale Hajizadeh ha proseguito: “Mi prendo la piena responsabilità e rispetterò qualsiasi decisione sarà presa”, ha affermato in un’intervista andata in onda sulla tv iraniana, raccontando di aver “desiderato di morire” quando è stato “sicuro” che l’aereo era stato abbattuto per errore dai suoi uomini.

È stata quindi la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, a ordinare al governo di dire la verità sull’abbattimento accidentale dell’aereo della Ukrainian Airlines nel cielo di Teheran. Lo riporta l’agenzia iraniana Fars, secondo cui “appena la guida suprema è stata informata del catastrofico errore” ha ordinato che i risultati dell’indagine “venissero portati a conoscenza del popolo esplicitamente e onestamente”.

“Consiglio vivamente al quartier generale delle forze armate di rimediare alle negligenze, per garantire che questo tipo di errore non si ripeta” ha affermato Khamenei. “L’Iran mente: così come ha mentito sul suo programma nucleare segreto, così hanno mentito anche adesso sull’abbattimento dell’aereo ucraino. Fin dall’inizio sapevano che ad abbatterlo erano stati loro”.

Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nella riunione di governo a Gerusalemme. “Sapevano che era un abbattimento non intenzionale – ha proseguito il premier – ma hanno mentito intenzionalmente ed hanno ingannato il mondo intero”.

Nel frattempo – non lontano dal confine con l’Iran – nella giornata di ieri quattro razzi hanno colpito la base di Balad, in Iraq, dove sono di stanza anche truppe americane. Almeno quattro soldati iracheni sono rimasti feriti dai razzi. Lo fanno sapere le forze armate di Baghdad.

Quasi tutte le truppe americane hanno lasciato la base negli ultimi giorni, con il montare della crisi con l’Iran dopo l’uccisione del generale Qasem Soleimani. Secondo il New York Times, gli Stati Uniti erano infatti sulle tracce del generale iraniano – capo delle forze Quds dei Pasdaran – da ben 18 mesi. Washington aspettava soltanto il momento giusto per colpire ed il Pentagono lo ha fatto dieci giorni fa, sferrando l’attacco con i droni dove in quel preciso istante stava transitando il convoglio che trasportava Soleimani, nei pressi dell’aeroporto di Bagdad.

Sempre secondo l’autorevole giornale statunitense, il generale iraniano si trovava dallo scorso maggio nella lista dei possibili obiettivi statunitensi “da abbattere per ritorsione”. Ieri, intanto, il primo ministro Justin Trudeau ha partecipato – ad Edmonton – ad una cerimonia per commemorare i 57 canadesi periti nella sciagura aerea di Teheran.

Tredici delle vittime canadesi provenivano proprio dalla città dell’Alberta. Trudeau, dopo aver ancora una volta rinnovato il profondo dolore per le famiglie delle vittime, si è detto “indignato e furioso” chiedendo a Teheran che “si faccia carico di tutte le responsabilità”, compreso il risarcimento monetario destinato ai familiari delle vittime.

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Mar Sun ,2017