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Libia: l’UE media, al-Sarraj e Haftar si evitano

Libia: l’UE media, al-Sarraj e Haftar si evitano

Libia: l’UE media, al-Sarraj e Haftar si evitano

BERLINO – I leader dell’Unione Europea, insieme alla Russia di Putin ed alla Turchia di Erdogan, hanno provato a mettere d’accordo il premier libico Fayez al-Sarraj ed il generale Khalifa Haftar, sul futuro del Paese nordafricano, ma i due hanno continuato bellamente ad ignorarsi, sino alla fine della conferenza di Berlino.

“Abbiamo messo a punto un piano molto ampio, tutti hanno collaborato in modo molto costruttivo, tutti sono d’accordo sul fatto che vogliamo rispettare l’embargo delle armi con maggiori controlli rispetto al passato”. Ha affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel al termine della conferenza di sulla Libia. “Non abbiamo risolto tutti i problemi”, ha aggiunto, ma “abbiamo creato lo spirito, la base per poter procedere sul percorso Onu designato da Salamé”.

Dalla conferenza è emerso “un forte impegno di tutti per una soluzione pacifica della crisi”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Non esiste soluzione militare”, “tutti sono d’accordo con questo anche quelli che possono avere ruolo diretto nel conflitto”, ha aggiunto, spiegando anche che i partecipanti sono d’accordo anche sulla “fine delle interferenze esterne”.

Ma le delegazioni di Fayez al-Sarraj e quella del generale Haftar – come detto – si sono dunque rifiutate di incontrarsi durante tutto lo svolgimento della conferenza. “Finalmente sono stati nominati i componenti del Comitato militare congiunto per la Libia. Avanti così” ha scritto su Twitter Giuseppe Conte mentre era in corso la conferenza.

Conte si riferiva alla nomina dei membri del comitato ’5+5’ incaricato di monitorare il cessate il fuoco. “Ci possiamo ritenere soddisfatti – ha poi dichiarato dopo la fine del vertice – perché comunque abbiamo compiuto passi avanti, 55 punti condivisi, che includono il cessate il fuoco, l’embargo sull’arrivo di nuove armi ed un percorso politico-istituzionale ben definito.

E’ stato nominato anche il comitato militare congiunto che veglierà, monitorerà che la tregua sia rispettata, abbiamo dei passi avanti significativi”. “Dialogo produttivo a Berlino per trovare una soluzione politica in Libia. Siamo a fianco del popolo libico mentre lavora per un futuro sicuro, libero dalla violenza e dalle interferenze straniere” ha twittato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo.

I partecipanti alla Conferenza di Berlino per la Libia avevano durante il pomeriggio approvato la dichiarazione finale. Il documento prevede – tra l’altro – il cessate fuoco permanente, un embargo sulle armi ed un processo politico per arrivare a un governo unico.

Secondo l’inviato dell’Onu per la Libia, l’opzione di un intervento esterno deve essere considerata come ultima ratio. “Se c’è un accordo politico forte, sono meno necessari i soldati.

Se invece l’accordo politico è molto debole, non ci saranno mai abbastanza soldati sul terreno per controllare la pace”. Nel frattempo, in Libia, sembra reggere a malapena la tregua siglata – tra le parti in conflitto – la scorsa settimana, forse pronta a cadere al primo alito di vento.