CorrCan Media Group

Libia, Erdogan: “Manderemo truppe a Tripoli”

Libia, Erdogan: “Manderemo truppe a Tripoli”

Libia, Erdogan: “Manderemo truppe a Tripoli”

ANKARA – Se la situazione in Libia era già incadescente, Erdogan ha gettato altra benzina sul fuoco. Il presidente turco – schierato con il governo di accordo nazionale di Fayez al-Sarraj – ha difatti annunciato la spedizione delle sue truppe nel Paese nordafricano al fine di “garantire la stabilità del legittimo governo di Tripoli”. Per adesso, ad ogni modo, non sarebbero stati ancora definiti i termini e le modalità dell’invio.

“Mandiamo i nostri militari per rafforzare la stabilità della Libia e mantenere in piedi un governo legittimo. Faremo di tutto per garantire la sicurezza della Turchia, anche fuori dai nostri confini” ha dichiarato Erdogan.

Lo scorso 27 novembre, il presidente turco aveva firmato due protocolli di intesa con il governo libico di al-Sarraj, contrapposto alle milizie del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar.

Il primo documento riguardava la giurisdizione turca nel Mediterraneo orientale, il secondo – invece – si riferiva alla cooperazione militare, all’addestramento delle truppe, sino all’invio di militari turchi. La Turchia ha già inviato propri militari in Libia per l’addestramento dei lealisti del governo di al-Sarraj nell’ambito dell’accordo sulla cooperazione in termini di sicurezza raggiunto tra Ankara e Tripoli.

La scorsa settimana, Erdogan ed il presidente russo Vladimir Putin avevano lanciato un appello per il cessate il fuoco a partire da domenica. La tregua – però – non era stata accettata da Haftar, che ha lasciato Mosca senza firmarla ed ha proseguito la sua offensiva su Tripoli.

Il presidente turco ha quindi annunciato la sua partecipazione al summit di Berlino – in programma domenica prossima – dov’è previsto l’intervento anche del generale libico.

Sempre ieri, il generale Khalifa Haftar avrebbe detto di voler accettare di rispettare il cessate il fuoco in Libia, malgrado non abbia firmato l’accordo sulla tregua a Mosca. Lo ha confermato il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, che proprio ieri è volato a Bengasi per incontrare Haftar in vista della conferenza di Berlino.

Nel frattempo, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che “si deve a„rontare la conferenza di Berlino sulla Libia con aspettative molto basse”, senza dunque celare una scarsa fiducia nel meeting di domenica, a cui parteciperà anche l’Italia.

Intanto, sul fronte bellico, secondo quanto segnalato dall’osservatorio siriano per i diritti umani e da altre fonti locali, in Libia sarebbero già presenti – a sostegno di Tripoli – oltre 600 mercenari siriani cooptati dalla Turchia.