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L’Europa sommersa dalla seconda ondata del Covid 

L’Europa sommersa dalla seconda ondata del Covid 

L’Europa sommersa dalla seconda ondata del Covid 

PARIGI – Tutta l’Europa continua a fare i conti con la violenta seconda ondata della pandemia di coronavirus.

La Francia ha registrato 46.290 nuovi positivi al coronavirus Sars-CoV-2 nelle trascorse 24 ore, raggiungendo 1,41 milioni di contagi dall’inizio della pandemia. Il numero è decisamente più alto di domenica, quando i nuovi contagi erano stati 35.641, pur restando al di sotto del record di 52.010 casi registrati il 25 ottobre scorso.

Nelle ultime 24 ore, nel Paese transalpino, sono morte altre 231 persone di Covid-19. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia, in Francia, è salito così a 37.019. In totale 24.031 persone sono ricoverate negli ospedali francesi, 995 in più di domenica. Di questi, 3.578 sono in terapia intensiva.

Da venerdì scorso, la Francia è in lockdown parziale: le persone possono uscire di casa solo per lavoro, per un’emergenza sanitaria, per necessità familiari essenziali o per fare attività fisica vicino a casa. Gli esercizi commerciali non essenziali, come ristoranti, bar, caffé e palestre rimangono chiusi. Le scuole e le istituzioni pubbliche restano aperte, mentre le attività industriali e l’edilizia rimangono aperte, per evitare il collasso economico.

Nel frattempo, in Germania, si sono ieri registrate 12.097 nuove infezioni da coronavirus. Sono stati 49 i decessi, portando il numero complessivo a 10.530. Gli oltre 12 mila casi rappresentano comunque un forte aumento rispetto agli 8.685 contagi che erano stati registrati il lunedì della settimana precedente. Il record si è avuto sabato scorso, con oltre 19 mila infezioni in sole 24 ore.

Ieri, peraltro, ha preso il via in Germania il “lockdown soft” deciso la settimana scorsa dal governo tedesco, insieme ai Länder, ossia quegli Stati federati che la compongono. Tra le misure adottate in Germania, vi è la chiusura di ristoranti, bar, cinema, teatri, la riduzione “al minimo” di tutti i contatti sociali, mentre rimangono aperte le scuole e gli esercizi commerciali.

Intanto, in Spagna, è in corso uno sciopero del personale delle pompe funebri: “siamo pochi – è la rivendicazione – non ce la facciamo a gestire il flusso in aumento delle morti per coronavirus”. I sindacati di categoria sostengono la necessità di aumentare il personale per prevenire il ritardo nelle sepolture già vissuto nella prima ondata della pandemia a marzo. Nella primavera scorsa le sepolture hanno subito ritardi anche di una settimana e le cremazioni sono avvenute a centinaia di chilometri di distanza dal luogo dei decessi. Dall’inizio della pandemia, in base ai dati della Johns Hopkins University, la Spagna ha registrato 1.264.517 milioni di contagi e 35.878 vittime.

In Belgio, infine, all’inizio del secondo lockdown, la pandemia di Covid-19 ha visto altri 11.789 nuovi contagi e 112 vittime. In totale erano ieri 441.018 i positivi e 11.737 le vittime che il coronavirus ha mietuto nel Paese.