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La Francia paralizzata dagli scioperi contro la riforma delle pensioni

La Francia paralizzata dagli scioperi contro la riforma delle pensioni

PARIGI – La Francia continua ad essere paralizzata dallo sciopero dei trasporti pubblici. Il giorno successivo alla mobilitazione unitaria del sindacato, gli scioperi contro la riforma delle pensioni sono giunti al 14esimo giorno consecutivo, alla vigilia dell’imminente esodo per le vacanze natalizie e di fine d’anno che si preannuncia molto complicato sul piano dei trasporti.

Il primo ministro, Edouard Philippe, che ha ribadito la “determinazione totale” del governo ad andare fino in fondo, ha ricevuto ieri i leader sindacali. Presente – al tavolo delle trattative – anche il nuovo ministro per le pensioni, nominato martedì sera dal presidente Macron. Si tratta del deputato Laurent Pietraszeweski, parlamentare della Republique en Marche, che prende il posto dell’alto commissario Jean-Paul Delevoye, dimessosi dopo violente polemiche quando erano emersi alcuni suoi possibili confl itti di interesse e incarichi non dichiarati.

Sul piano dello sciopero dei trasporti, Parigi è stata ieri nuovamente bloccata da 350 chilometri di code, mentre la circolazione del metrò è stata molto scarsa, con 8 linee su 14 completamente chiuse. I treni regionali hanno funzionato al ritmo di uno su 2 o uno su 3, secondo le linee. Circolava in media un treno ad alta velocità su 3 ed un regionale su 4.

La Francia è dunque tornata in piazza contro il governo ed il suo progetto di riforma delle pensioni. Questo mentre si moltiplicano i sabotaggi delle centraline di distribuzione dell’energia elettrica, all’origine di numerosi blackout, a macchia di leopardo, verificatisi in questi giorni in tutta la Francia.

La grande novità della giornata di ieri è stato il blocco unito dei sindacati, per la prima volta allineati insieme contro il governo.

Quello del CFDT – riformista e favorevole al sistema universale a punti – si oppone alla cosiddetta ’età d’equilibrio’ posta a 64 anni e dopo gli annunci del primo ministro Edouard Philippe di una settimana fa, si è unita ai contestatori.

L’estenuante braccio di ferro in corso tra il governo e i sindacati sembra però avere una possibilità di tregua. La CFDT si dice infatti favorevole a sospendere la paralisi del Paese per le feste di Natale e fine d’anno. La direzione delle ferrovie francesi ha promesso che “chiunque sia in possesso di un biglietto prenderà un treno”.

Nel frattempo, per la seconda volta dall’inizio degli scioperi, la Tour Eiffel è rimasta nuovamente chiusa, per la delusione e lo sconcerto delle migliaia di turisti che la visitano ogni giorno. La chiusura della Tour Eiffel rappresenta un nuovo duro colpo per la città di Parigi. Gli hotel parlano infatti di annullamento delle prenotazioni per le festività già oltre il 30%.

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