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La Francia estrada il carnefice della dittatura argentina degli anni ’70-’80

La Francia estrada il carnefice della dittatura argentina degli anni ’70-’80

PARIGI – Dopo 35 anni, uno dei macellai della dittatura militare che vide l’Argentina vivere sotto una cappa di terrore ed oppressione, a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80, torna ora nel Paese che lo vide come carnefice di centinaia di innocenti per essere finalmente processato.

Mario Alfredo Sandoval, detto “el churrasco”, oggi 66enne – ex agente speciale della polizia federale argentina – è ritenuto responsabile di oltre 500 sequestri di persona e degli omicidi di altrettanti oppositori alla dittatura militare dei generali Viola e Videla, dal 1976 al 1983.

Elemento di spicco dell’intelligence militare, Sandoval lavorava all’interno dell’Esma – la famigerata scuola di meccanica dell’esercito – diventata tristemente nota come centro di tortura.

La sera del 30 ottobre 1976, Sandoval suonò al campanello della famiglia Abriata, a Buenos Aires. Chi aprì la porta vide un uomo in uniforme che si identificò come “Sandoval, del Coordinamento federale”, la temuta sezione che sequestrava e torturava oppositori politici.

Chiese di Hernán, uno dei figli degli Abriata, studente di architettura che venne portato via. “Non si preoccupi” – disse quel militare, al padre che non scordò il suo viso – “si tratta solo di un procedimento di routine”. Ma Hernán non tornò mai più a casa.

Fu rinchiuso nell’Esma e venne gettato vivo – sull’oceano Atlantico – durante uno dei cosiddetti “voli della morte”, in cui centinaia di oppositori alla dittatura argentina – uomini e donne, spesso in giovane età – venivano prima drogati, poi legati in gruppi ed infine lanciati da aerei Hercules C130, in mare aperto, dove annegavano senza lasciare traccia.

Alla fine della dittatura, Sandoval fuggì in Francia, dove – nel 1997 – ottenne persino la cittadinanza. Si inserì nella società francese e fu addirittura consigliere di Nicolas Sarkozy, poi diventato presidente. Ma qualcuno dei suoi colleghi universitari lo riconobbe, lo denunciò e venne arrestato dalla polizia.

Il carnefice ha condotto una lunga battaglia legale, arrivando a negare persino la sua stessa reale identità. Ma furono proprio le testimonianze sul caso del giovane Hernán Abriata ad inchiodarlo alle sue criminali responsabilità. Decine di persone, la sera dell’arresto di Hernán – quel 30 ottobre 1976 – lo avevano visto e riconosciuto.

Ora, Sandoval verrà giudicato – da un tribunale di Buenos Aires – per gli orrori che ha commesso durante gli anni in cui diventò operativa la cosiddetta “operazione Condor”. Questa nacque sotto l’amministrazione Nixon e venne gestita dalla CIA, in concerto con i servizi segreti di diversi Paesi centro e sudamericani. Una imponente operazione segreta, volta a reprimere quei movimenti – prevalentemente di sinistra – che si opponevano alle dittature militari, dal Cile di Pinochet, al Brasile, sino all’Argentina di Viola e Videla, dove operava Sandoval.

In Argentina – durante gli anni della dittatura militare – vennero aperti 400 centri per la tortura dei prigionieri politici e vennero barbaramente assassinate circa 40.000 persone, di cui 10.000 sparirono nei cosiddetti voli della morte, senza lasciare traccia.

“Desaparecidos”, scomparsi, ma mai dimenticati.

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