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La Cina condanna a morte un altro canadese

La Cina condanna a morte un altro canadese

TORONTO – Tensione alle stelle tra Canada e Cina.

Un cittadino canadese, il secondo in meno quattro mesi, è stato condannato a morte per la produzione e il tra¦- co di circa 63,8 kg di metanfetamine e altre droghe: si tratta di Fan Wei, di origine cinese, che è stato riconosciuto colpevole dall’Intermediate People’s Court di Jiangmen, nel Guangdong.

I condannati, secondo i media locali, sarebbero almeno 11, di cui almeno sei stranieri: oltre al canadese, un americano e quattro messicani, condannati all’ergastolo con sospensione della pena di due anni.

Fan, in particolare, avrebbe cospirato per produrre e vendere le droghe nel 2012, associando nel “business gli altri”, descritti come “tecnici” delle droghe sintetiche.

Tra luglio e novembre dello stesso anno, la banda ha deciso di aprire una base a Taishan, nel Guangdong, luogo sicuro per produrre 63,8 kg di metanfetamine e 365,9 grammi di anfetamine.

Il ministro degli affari esteri Chrystia Freeland si è detta allarmata per la condanna a morte che la Cina ha emesso nei confronti di un canadese coinvolto in un’operazione di droga internazionale.

«Siamo molto preoccupati per questa condanna. Il Canada si oppone fermamente all’utilizzo della pena di morte in tutto il mondo, riteniamo che questa sia una punizione crudele e inumana che non dovrebbe essere usata in nessun paese – ha detto Freeland ieri mattina a Parliament Hill – siamo ovviamente preoccupati particolarmente quando viene applicata ai canadesi», ha detto il ministro degli Esteri.

La mossa cade nel mezzo delle tensioni tra Ottawa e Pechino delle tensioni tra Ottawa e Pechino per l’arresto a Vancouver del primo dicembre, su richiesta Usa, di Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei, con l’accusa di aver violato le sanzioni americane a carico dell’Iran.

Da allora le ritorsioni contro i cittadini canadesi sono diventate sempre più frequenti: lo scorso dicembre la Cina ha anche arrestato l’ex diplomatico Michael Kovrig e l’imprenditore Michael Spavor ed a gennaio, dopo essere stato condannato a 15 anni in primo grado dopo 47 mesi di processo, in appello Lloyd Schellenberg si è visto a¦bbiare la pena capitale.

Lunedì scorso il leader conservatore Andrew Scheer ha invitato il primo ministro Justin Trudeau ad adottare il pugno di ferro con la Cina, di nominare un nuovo ambasciatore in tempi brevi e di assicurare il sostegno ai produttori di canola della quale il paese orientale ha bloccato le importazioni dal Canada.

Circa il 40 per cento delle esportazioni di canola coltivata in Canada viene esportato in Cina: nel 2018 il valore di mercato è stato di 2,7 miliardi di dollari.

«Stiamo cercando di attenuare queste difficoltà, mentre allo stesso tempo difendiamo i diritti umani, difendiamo i canadesi detenuti arbitrariamente in Cina in questo momento. Continueremo a impegnarci diplomaticamente » ha commentato Trudeau definendo il modo in cui la Cina ha agito “non giusto”.

La detenzione dei canadesi nelle prigioni cinesi con vaghe accuse di spionaggio e le due recenti condanne a morte vanno a inserirsi all’interno della piega burrascosa che ha preso la relazione tra Cina e Canada in seguito all’arresto di Meng Wanzhou.

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