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Israele al voto, nessuno ha conquistato la maggioranza

Israele al voto, nessuno ha conquistato la maggioranza

TEL AVIV – E’ stato un testa a testa sino all’ultimo voto, tra il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu ed il centrista Benny Gantz, leader del partito Blu-Bianco, quello che è emerso dalle urne, in Israele.

Il Likud ed il nuovo partito centrista Blu-Bianco si stavano aggiudicando entrambi 32 seggi, quando lo spoglio elettorale era al 96,9% dei voti scrutinati (e mentre il Corriere Canadese andava in stampa, ndr).

Lo ha riportato l’emittente israeliana Kan. La Lista unita che raccoglie i partiti degli arabo israeliani si attestava, invece, come la terza forza del Paese grazie a 12 seggi.

Il partito Israel Beitenou dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman si aggiudicava – in dirittura d’arrivo dello scrutinio – 9 seggi, seguito dagli ultraortodossi dello Shas con 9 e dall’altro partito religioso, Torah unita nel giudaismo, che si attestava ad otto.

La coalizione di destra Yamina conquistava 7 seggi, mentre a sinistra il campo Democratico dell’ex premier Ehud Barak otteneva 5 seggi ed i Laburisti 6. Se i dati venissero confermati, l’intera ala di destra avrebbe un totale di 56 seggi, mentre 55 andrebbero al centrosinistra.

Netanyahu ha annunciato l’intenzione di formare un ”governo sionista forte” e senza la presenza di partiti arabi.

Incontrando una folla di sostenitori alle 3 e 30 di notte a Tel Aviv, cinque ore dopo la chiusura dei seggi, il premier israeliano è stato accolto da slogan come ‘Bibi, re di Israele’ e ‘non vogliamo unità’, in riferimento all’ipotesi di un governo di coalizione.

Evitando di reclamare vittoria o sconfitta, Netanyahu ha detto di voler attendere i risultati ufficiali e promesso di voler lavorare alla creazione di “un forte governo sionista” che rifletta le opinioni di “molte persone della nazione”. E “non ci sarà e non potrà esserci un governo che si appoggi a partiti arabi e anti-sionisti”.

Il leader del partito centrista Blu-Bianco, Benny Gantz, ha invece annunciato l’intenzione di “parlare con tutti” per arrivare alla formazione di una coalizione. “Secondo i risultati Netanyahu non ha avuto successo nella sua missione” ha detto ai sostenitori incontrati a Tel Aviv. “D’altra parte, abbiamo dimostrato che il Blu-Bianco, un’impresa avviata poco più di sei mesi fa, ha avuto successo”, ha aggiunto. “Nei prossimi giorni – ha proseguito – parlerò con Lieberman.

Procederemo verso un governo allargato per riportare la società israeliana sulla retta via. Siamo riusciti nel nostro intento: il nostro partito era ed è una forza centrale nella vita politica israeliana. Netanyahu invece – ha aggiunto Gantz – non è riuscito nel suo. Ora comincia il processo per riparare la società israeliana”.

Gli ha fatto eco Lieberman, leader del partito Israel Beitenou ed ora vero e proprio ago della bilancia: “Noi faremo parte solo di un governo nazionale liberale ed allargato che sia composto da Israel Beitenu, Likud e il partito Blu-Bianco. Se Benny Gantz e Benyamin Netanyahu non si pronunceranno in tal senso, che non si sforzino nemmeno di telefonarmi”.

Odeh, della Lista Araba Unita, non ha escluso il suo appoggio ad un eventuale governo a guida Gantz, precisando “noi abbiamo condizioni chiare e su quelle decideremo. Quel che è certo è che vogliamo sostituire Netanyahu». Nel mirino c’è ovviamente la legge cara al premier – e non solo – su Israele come Stato nazione del popolo ebraico: e non è un ostacolo.

Giorgio Mitolo

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