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Hong Kong: tensione in aumento, la polizia assedia il politecnico

Hong Kong: tensione in aumento, la polizia assedia il politecnico

HONG KONG – I manifestanti che si trovano all’interno del Politecnico devono “uscire ed arrendersi” ha dichiarato il sovrintendente capo della polizia di Hong Kong, Kwok Ka-Chuen.

“Se abbandoneranno le armi”, ha detto in conferenza stampa – riferendosi agli studenti asserragliati nel campus universitario – “seguiranno le istruzioni della polizia e si assumeranno le loro responsabilità legali, la polizia non userà la forza”.

Dopo un’irruzione degli agenti antisommossa nel campus del Politecnico di Hong Kong, dove sono asserragliati i manifestanti pro democrazia ed avvenuta nella mattinata di ieri la situazione non è sembrata sbloccarsi e gli scontri sono proseguiti.

Mentre le forze dell’ordine hanno circondato il campus, centinaia di manifestanti (mentre il Corriere Canadese andava in stampa) erano ancora dentro, senza una via d’uscita.

Quelli che hanno tentato di fuggire sono stati arrestati dalla polizia, mentre le proteste continuavano ad interessare anche tutta l’area di Kowloon, nei pressi del Politecnico, con scontri e cariche.

La notte precedente, i dimostranti avevano iniziato a scagliare bombe incendiarie contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e cariche.

Le forze dell’ordine hanno negato di aver effettuato “un raid” all’interno dell’università ed hanno invece parlato di “un’operazione di dispersione ed arresti”. Intanto si aggrava il bilancio dei feriti: secondo fonti ospedaliere, sono 38 le persone rimaste ferite negli scontri tra la polizia ed i manifestanti, ad Hong Kong, nelle ultime 36 ore.

Cinque – tre uomini e due donne – sono in condizioni gravi. Non è chiaro se tutti siano rimasti feriti nell’assedio del Politecnico o quanti dei feriti siano dimostranti e quanti poliziotti.

Da venerdì a domenica sono stati compiuti almeno 154 arresti, di cui 103 uomini e 51 donne di età compresa tra i 13 ed i 54 anni.

Nel frattempo, da Pechino, il Quotidiano del Popolo – organo u.ciale del partito comunista cinese – spiega in prima pagina che il “futuro di Hong Kong è al suo punto critico e non c’è alcun margine per i compromessi nella lotta contro i manifestanti anti-governativi”.

Le manifestazioni nella ex colonia britannica erano iniziate, lo scorso giugno, in protesta contro una legge sulle estradizioni ed hanno via via assunto la richiesta generale per una maggior democrazia.

Almeno una vittima, ben 2.100 feriti ed oltre tremila arresti è il bollettino tutt’ora provvisorio dall’inizio delle proteste ad Hong Kong.

Giorgio Mitolo

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