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Erdogan: “NATO e Ue stanno con i terroristi”

Erdogan: “NATO e Ue stanno con i terroristi”

ANKARA – Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accusato i Paesi occidentali di mancato appoggio all’operazione di Ankara contro i curdi nel Nord-Est della Siria e di “sostegno ai terroristi”.

“Riuscite a crederci? Tutto l’Occidente si è schierato dalla parte dei terroristi, ci attaccano tutti insieme. Tra loro ci sono i Paesi della Nato e i Paesi dell’Unione europea. Tutti”, ha detto parlando ieri ad Istanbul.

Intanto non si ferma in Turchia la repressione contro il partito filo- curdo Hdp, unico in Parlamento ad opporsi all’operazione militare nel Nord-Est della Siria.

Adnan Selcuk Mizrakli, eletto lo scorso 31 marzo sindaco di Diyarbakir, ‘capitale’ curda nel Sud-Est del Paese, è stato arrestato stamani con accuse di “propaganda” e “associazione terroristica”.

Mizrakli era già stato rimosso dalla guida della città, che è stata commissariata, come decine di altri centri del sud-est governati dall’Hdp negli ultimi anni. Oltre a lui, sono stati arrestati ieri altri tre sindaci della zona.

Nell’operazione militare nel Nord-Est della Siria “abbiamo preso di mira solo i terroristi e abbiamo fatto molti sforzi per risparmiare i civili”. Ha detto ieri il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

“Non possediamo armi chimiche nel nostro arsenale e non ne abbiamo mai usate. Dire una cosa del genere è propaganda contro la Turchia” ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara, tornando così a respingere le accuse lanciate nei giorni scorsi dai curdi.

Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump sta valutando positivamente un piano del Pentagono che prevede il dispiegamento di almeno duecento militari nel Nord-Est siriano, l’area attaccata dalle forze di Erdogan.

Le missioni sarebbero due: proteggere dalle forze siriane i pozzi petroliferi della regione ed impedire che il Califfato riprenda vigore dopo la grande fuga a causa dell’offensiva turca.

Fonti dell’amministrazione spiegano che Trump reputi questa mossa su±ciente per tutelare le vittorie conseguite dagli Usa contro lo Stato Islamico. E per permettere alle forze curde di mantenere il controllo dei pozzi petroliferi. Se Trump autorizzasse il piano – scrive il Times – sarebbe la seconda volta in dieci mesi che il presidente inverte la rotta sulla presenza, sì o no, in territorio siriano.

Lo scorso dicembre, Trump disse che tutto il contingente, formato da duemila forze speciali, doveva ritirarsi immediatamente. Poco dopo si fece dietrofront e disse che non avrebbe ritirato proprio tutto, ma solo una parte.

La sua decisione di ritirarsi dal Nord-Est della Siria, abbandonando il popolo curdo al fuoco di Ankara, ha scatenato dissensi da tutte le parti.

“I sacrifici che abbiamo fatto per sconfiggere lo Stato islamico non sono stati solo per il nostro popolo, ma anche per gli Stati Uniti, l’Europa e l’intera comunità internazionale minacciata dai terroristi,” ha scritto il vicepresidente dell’amministrazione autonoma curda Ihlam Ahmed. “Ci aspettavamo che il nostro impegno servisse a qualcosa. Invece, siamo stati traditi.”

Giorgio Mitolo

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