CorrCan Media Group

Condanna a morte per Musharraf

Condanna a morte per Musharraf

Condanna a morte per Musharraf

ISLAMABAD – Pena capitale “per alto tradimento” per aver sospeso la costituzione, in Pakistan, nel 2007. Questa è la sentenza emessa da un tribunale speciale di Peshawar, a carico dell’ex presidente Pervez Musharraf.

In realtà, si tratta di una condanna a morte ’in contumacia’ in quanto l’ex leader e generale pachistano è da anni in esilio a Dubai.

Non è previsto infatti che le autorità degli Emirati Arabi Uniti lo arrestino – per far fronte alla condanna a morte – poiché non esiste alcun trattato di estradizione tra Emirati Arabi Uniti e Pakistan. Musharraf, oggi 76enne, era salito al potere in Pakistan dopo un colpo di Stato che – nel 1999 – aveva deposto l’allora primo ministro, Nawaz Sharif, mentre lui era capo di stato maggiore delle forze armate pachistane.

In conseguenza del golpe militare, il Pakistan venne però sospeso come Paese membro del Commonwealth.

Dopo l’assassinio di Benazir Buttho – per due volte premier pachistana – Musharraf venne sospettato di averne organizzato l’omicidio, sebbene lui stesso avesse condannato l’attentato, a suo dire compiuto a da “terroristi islamici”.

Questa tesi fu confermata da Mustafa Abu al-Yazid, elemento di spicco di al-Qa’ida in Afghanistan ed uno dei fedelissimi di Ayman al-Zawahiri (numero due di Osama bin Laden, ndr) il quale avrebbe ordinato personalmente l’assassinio.

Sulla scia delle polemiche, Musharraf – nel 2008 – si dimise, ma il 19 aprile 2013 venne arrestato con l’accusa di alto tradimento.

Ad una settimana dall’arresto, l’ex presidente venne posto agli arresti domiciliari in relazione alla morte della Bhutto, per poi essere condannato in contumacia per il suo omicidio, il 31 agosto del 2017.

Il tribunale antiterrorismo di Rawalpindi lo condannò – sebbene latitante – in relazione all’assassinio della Bhutto. La leader morì il 27 dicembre 2007 in un attacco suicida avvenuto al termine di un suo comizio a Rawalpindi, trenta chilometri dalla capitale pachistana Islamabad.

Nell’attentato, insieme alla Buttho, morirono altre 20 persone. Musharraf è di origini indiane essendo nato vicino a Nuova Delhi, nel 1943, per poi trasferirsi con la famiglia in Pakistan, fondato – nel 1947 – proprio dalla separazione con l’India.

I due Paesi, da allora nemici, sono entrambi in grado di produrre armi atomiche.