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Brexit: Merkel e Tusk attaccano Boris Johnson

Brexit: Merkel e Tusk attaccano Boris Johnson

LONDRA – Un accordo con l’Unione europea sulla Brexit è “enormemente improbabile” sulla base del piano di Boris Johnson. Lo avrebbe detto Angela Merkel – al telefono – allo stesso premier britannico, secondo una fonte anonima di Downing Street.

I negoziati scaturiti dall’offerta finale di Johnson per un’uscita regolata da un accordo, e non da un catastrofico no deal, sono dunque naufragati miseramente. Proprio Downing Street aveva fatto filtrare – martedi mattina – alcuni dettagli esplosivi della telefonata di oltre 30 minuti che il premier britannico Boris Johnson ha avuto con la cancelliera tedesca.

Durante la conversazione Angela Merkel avrebbe detto che il rompicapo del confine irlandese post Brexit potrebbe essere risolto solo con un’Irlanda del Nord che, a differenza del resto del Regno Unito, rimarrebbe agganciata all’Unione Doganale Ue. Altrimenti, sulle basi della proposta Johnson, un accordo sarebbe “praticamente impossibile”.

È la bomba gettata da Johnson, molto probabilmente per scaricare le colpe di un’eventuale uscita senza accordo. Un ’gioco’ cui Gran Bretagna ed Unione Europea stanno oramai prendendo parte da tempo. Facendo trapelare la telefonata, il governo britannico vorrebbe incolpare la Merkel dell’oramai imminente fallimento degli ultimi negoziati.

Lo scontro totale era prevedibile. Poco dopo, infatti, è arrivata la furiosa reazione dell’Unione Europea – tramite il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk – che ha twittato parole di fuoco: “Boris Johnson, qui in gioco non c’è uno stupido scaricabarile, qui in gioco ci sono il futuro dell’Europa e del Regno Unito, la sicurezza e la vita delle persone. Non vuoi un accordo, non vuoi un’estensione, non vuoi revocare la Brexit, quo vadis?”. Uno strappo gravissimo, difficilmente riducibile, perlomeno nei prossimi giorni.

Insomma, con queste basi sarà impossibile ora trovare un accordo entro il 17 ottobre, data del Consiglio europeo. Una pericolosissima uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione Europea sarebbe ormai sempre più vicina, anche se c’è una legge delle opposizioni che imporrebbe a Johnson il rinvio se entro il 19 ottobre non avrà un accordo controfirmato dall’Europa. Dunque a Downing Street – tra cavilli legali, assurdi stratagemmi e la minaccia di ignorare la legge – le stanno pensando tutte per evitare il rinvio imposto dalle opposizioni ed uscire, molto probabilmente rovinosamente il 31 ottobre, per saltare nel vuoto delno deal.

Il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea si svolse il 23 giugno 2016 e risultò con un voto favorevole all’uscita dalla UE (o Brexit, ndr) grazie al 51,89% dei votanti.

Giorgio Mitolo

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