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Albania: la terra continua a tremare, si scava sotto le macerie

Albania: la terra continua a tremare, si scava sotto le macerie

TIRANA – Il terremoto agisce sempre così. Arriva senza preavviso, con una subdola, terribile scossa letale – di moto ondulatorio e sussultorio – seguita da migliaia di altre scosse di assestamento, per mesi e mesi.

Ecco perché ieri, verso le 15,45 del pomeriggio (ora locale, ndr) – nel continuo vibrare della crosta terrestre – si è registrata l’ennesima scossa in Albania, più violenta delle altre, di magnitudo 5.3 sulla scala Richter, avvertita dalla capitale Tirana fino a Valona.

L’epicentro è stato nel Mare Adriatico, davanti al porto di Durazzo.

Il sisma ha colpito la stessa zona sconvolta dalla prima devastante scossa di terremoto – di magnitudo 6.2 – registrata alle prime ore di martedì.

Già in mattinata si erano registrate tre forti scosse di assestamento con magnitudo compresa tra il grado 3 e 3.9 sulla scala Richter.

In seguito a quest’ultima scossa però, il ministero della difesa albanese ha annunciato che le operazioni di soccorso venivano momentaneamente sospese.

Il bilancio delle vittime accertate e tuttora provvisorio (mentre il Corriere Canadese va in stampa) è di almeno 31 morti, di cui tre bambini fra i 4 e gli 8 anni e nove donne. Venti i dispersi e più di 650 i feriti, molti dei quali sono ricoverati in gravi condizioni.

Le squadre d’emergenza sono al lavoro con droni, cani e ruspe. Una squadra di Vigili del Fuoco italiani – a Durazzo – scava tra le macerie di un palazzo dove si è salvato un sedicenne e dove ci sarebbero ancora almeno otto dispersi.

Il terremoto ha sollevato il suolo di circa 10 centimetri, vicino alla città di Durazzo. Lo indicano le immagini radar riprese dai satelliti Sentinel-1 del programma Copernicus dell’ESA (l’agenzia spaziale europea, ndr) analizzate dai sismologi dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il governo di Tirana intende chiedere donazioni dall’estero per far fronte ai danni. Il premier Edi Rama ha fatto sapere che l’organizzazione di una prima conferenza di donatori è già quasi concordata con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan con i Paesi del Medio Oriente.

“Intanto – ha aggiunto – chiederemo anche all’Unione europea di poter attivare anche nel nostro caso il meccanismo di solidarietà. Abbiamo già il sostegno di molti Paesi”.

Ieri la terra ha tremato nuovamente, non solo in Albania, ma anche nella vicina Grecia. Una scossa – registrata alle 9.23 del mattino, con epicentro 74 chilometri a nordovest della città di Hania, a Creta – non ha provocato né danni, né feriti. I sismologi chiamano questa ampia zona, interessata – in questi giorni – da terremoti diŸusi, come “la cintura di fuoco del Mediterraneo”.

Nella mappa del pericolo per i terremoti in Europa, infatti, la fascia che va dalla Turchia, all’Albania – passando appunto per la Grecia – è di colore viola intenso, che rappresenta il pericolo massimo di rischio sismico, anche più diŸuso rispetto all’Italia, nazione squassata da numerosi terribili e recenti terremoti, come purtroppo sappiamo bene.

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