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Tra questione etica e controllo societario, Morneau nel mirino

Tra questione etica e controllo societario, Morneau nel mirino

TORONTO – Continua il fuoco incrociato contro il ministro delle Finanze Bill Morneau sulla questione etica e il controllo societario. Una polemica che si è allargata ad altri tre componenti del governo liberale guidato dal primo ministro Justin Trudeau. Ma come si è sviluppato lo scontro che sta dominando il dibattito politico a Parliament Hill e quali potrebbero essere le conseguenze per la tenuta dell’esecutivo grit? Dobbiamo fare un passo indietro. 
La legge in materia – il Conflict of Interest Act – obbliga tutti i ministri a rendere pubblici e a comunicare al commissario federale sull’Etica e sul Conflitto d’Interesse tutti i propri asset prima del giuramento. Se il potenziale ministro ha un ruolo decisionale all’interno di un’azienda o ne è proprietario, per evitare potenziali situazioni di conflitto d’interesse, è costretto ad affidare i suoi asset a un blind trust, un corpo indipendente incaricato di amministrarli fino a quando il ministro sarà in carica. Ma la legge in vigore prevede anche delle scappatoie che spesso, anche in passato, sono state usate per aggirare i divieti, come il controllo indiretto di azioni e compagnie attraverso componenti della propria famiglia.
La polemica attorno al ministro delle Finanze si basa sul suo ruolo nella Morneau Shepell, una compagnia di gestione pensionistica fondata dal padre. Il ministro nei giorni scorsi ha ribadito di essersi consultato direttamente con il commissario all’Etica Mary Dawson prima di decidere di non affidarsi a un blind trust. Ma le opposizioni incalzano e chiedono chiarezza per una situazione che sta creando parecchi grattacapi al governo Trudeau. Anche perché lunedì è stato confermato che altri tre ministri dell’esecutivo grit si troverebbero in una posizione simile a quella di Morneau: si tratta del ministro della Pesca Dominic LeBlanc, il ministro della Giustizia Jody Wilson-Raybould e il ministro delle Infrastrutture Amarjeet Sohi.
Il governo ha quindi deciso di contrattaccare, ricordando come anche l’ex ministro delle Finanze Joe Oliver si fosse trovato nella stessa situazione, una tesi peraltro respinta dall’ex esponente del governo Harper. La polemica, in ogni caso, è destinata a durare.
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