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Migranti: Renzi batte i pugni, da Trudeau nuovi fondi

Migranti: Renzi batte i pugni, da Trudeau nuovi fondi

Migranti: Renzi batte i pugni, da Trudeau nuovi fondi

di Francesco Veronesi

TORONTO – Mentre Matteo Renzi accusa ancora una volta l’Europa di aver lasciato l’Italia da sola ad affrontare l’emergenza migranti, Justin Trudeau annuncia nuovi fondi per le emergenze umanitarie nel mondo. È stata vissuta in questo modo, dal governo italiano e da quello canadese, la conferenza di ieri presso l’Assemblea generale delle Nazioni unite a New York sull’emergenza profughi e rifugiati. Un problema che continua ad aggravarsi ogni giorno, alimentato dal conflitto siriano e dall’instabilità libica.

Su questo punto già la scorsa settimana il presidente del Consiglio italiano aveva chiesto un maggiore impegno dell’Unione Europea per fare fronte all’emergenza migranti. E anche ieri ha ribadito la sua posizione. «La mia impressione – ha detto il premier – è che se l’Europa continua così, l’Italia dovrà organizzarsi in modo autonomo. E su questo ci stiamo tarando per il 2017. Mi dispiace perché questa è un’occasione persa per l’Europa, più che una sconfitta per l’Italia. Io credo che in Europa qualcuno debba riflettere».

Secondo Renzi – che ha confermato come l’Italia sia stata e continuerà ad essere in prima linea nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo, come nell’accoglienza – la chiave di volta per venire a capo del problema è un maggiore sostegno diretto ai Paesi africani: maggiori aiuti umanitari, accompagnati da una crescita degli investimenti e a un sostegno diffuso delle Nazioni africane che hanno intenzione di creare strutture e posti di lavoro in loco.

Mettendo l’Africa al centro di questo progetto, ha spiegato Renzi, si metterebbe in moto un circolo virtuoso.

«E questo – ha continuato il premier italiano – vuol dire interventi in Africa, cooperazione internazionale, messa in sicurezza delle strutture in Africa. E fare sì che chi ha diritto abbia gli strumenti per vivere qui senza stare dalla mattina alla sera a bighellonare fuori dalle strutture pubbliche o private, perché desta la preoccupazione di tutti i sindaci di ogni colore politico».

«O si interviene tutti quanti in Africa per fermare il flusso a monte – è stato questo il monito di Renzi – o è evidente che l’Europa non è in grado di farlo».

Sempre ieri Renzi ha partecipato a un dibattito organizzato dalla Clinton Global Initiative e moderato da Bill Clinton. In serata, infine, il presidente del Consiglio italiano ha ricevuto il premio Global Citizen Award dell’Alantic Council.

Il Canada, ovviamente, vive una situazione diametralmente opposto a quella italiana, almeno per quanto riguarda il fronte migranti. L’unica “emergenza” – se così si può chiamare – che ha dovuto affrontare Ottawa è stata quella riguardo il numero di rifugiati siriani da accogliere, nulla rispetto al peso sostenuto dal governo di Roma che l’emergenza – logistica, nei soccorsi in mare, nell’accoglienza – la vive quotidianamente.

In ogni caso, durante il suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni unite, Trudeau ha promesso un maggiore impegno finanziario del Canada negli interventi umanitari destinati alle zone da dove parte la grande maggioranza dei migranti.

Innanzitutto il Canada aumenterà del 10 per cento il totale degli aiuti umanitari per questo anno fiscale. Oltre a questo, il governo canadese ha deciso di destinare 64,5 milioni di dollari a un piano pluriennale che si pone come obiettivo di sostenere le popolazioni colpite dalle crisi umanitarie nel mondo.

Ottawa, infine, stanzierà 467 milioni di dollari come parte della strategia canadese nella risoluzione della crisi che riguarda la Siria, l’Iraq e le ragioni circostanti.

«Milioni di persone nel mondo – ha dichiarato il primo ministro canadese – sono costrette a scappare dalle loro case a causa di conflitti e persecuzioni. La comunità internazionale deve mettersi insieme per affrontare i bisogni più immediati di queste persone e per aiutarle a ricostruire la loro vita».

«L’annuncio di oggi – ha fatto sapere Trudeau a margine dei lavori dell’Assemblea generale – aiuterà a raggiungere questi obiettivi fornendo a queste persone i beni di cui hanno maggiore bisogno e i servizi, come l’istruzione per i bambini».

(Martedì 20 settembre 2016)

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