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MacKay si ritira, Leitch guadagna consensi

MacKay si ritira, Leitch guadagna consensi

MacKay si ritira, Leitch guadagna consensi

di Leonardo N. Molinelli

TORONTO – A meno di 24 ore dall’annuncio che Peter MacKay non correrà per la leadership dei conservatori, la corsa per la guida dei tory torna ad infiammarsi. Al centro delle polemiche resta la proposta della candidata Kellie Leitch di sottoporre gli immigrati a un test per valutare se siano o meno compatibili con i valori canadesi.

Una proposta controversa che ha infatti scatenato malumori e polemiche anche all’interno dello stesso partito conservatore, con la leader ad interim Rona Ambrose che nei giorni scorsi aveva bocciato la proposta di Leitch, salvo poi tornare sui suoi passi nelle ultime ore dopo le critiche ricevute dalla stessa mp di Winnipeg per il suo intervento a gamba tesa «in una competizione che non la riguarda».

L’intervento di Ambrose aveva ricevuto l’apprezzamento del ministro della Cittadinanza e dell’Immigrazione John McCallum che aveva definito «coraggiosa» la posizione dell’ex ministro della Salute proprio perché solitamente i leader ad interim evitano di entrare nel merito delle proposte dei candidati alla guida del partito proprio perché in un ruolo di reggenza temporanea e super partes.

È evidente però che la proposta di Leitch ha colpito un nervo scoperto della piattaforma programmatica tory. Lo stesso termine “valori canadesi” è infatti volutamente equivoco perché sottintende la volontà di dividere la società in un “noi” contrapposto agli “altri”. Lo fa però in un Paese che da sempre è famoso per la sua capacità di far coesistere storie, religioni e idee diverse e che fonda la sua immagine internazionale sull’accoglienza e la tolleranza.

Una scelta che ricorda molto quella di Trump, con lo slogan “Make America great again” che di fatto permette ad ognuno di intenderlo come preferisce, pur mantenendo chiaro il suo richiamo all’America degli Anni ’50.

La mossa di Leitch però si è rivelata vincente non solo perché ha portato al centro del dibattito pubblico una figura finora quasi sconosciuta nel panorama conservatore, ma anche perché alcuni sondaggi dicono che la maggioranza dei canadesi sarebbe d’accordo con lei.

Adesso la mp di Winnipeg si è creata uno spazio nella corsa alla leadership che potrebbe far saltare gli equilibri interni al partito e sarà senza dubbio una figura importante nella definizione del nuovo leader a maggio 2017. Anche per questo il resto del partito si è subito scagliato contro di lei.

Tutti, nessuno escluso, hanno criticato la sua proposta. Da Jason Kenney a Tony Clement, passando anche per l’ex ministro Maxime Bernier che ha sottolineato come la proposta non può funzionare visto che chiunque potrebbe mentire al test per ottenere il via libera e poi comportarsi come crede.

Resta il fatto che dopo l’addio alla corsa alla leadership di Peter MacKay, principale esponente della corrente del conservatorismo progressista della costa atlantica, adesso Leitch è sempre più protagonista. Secondo un sondaggio di Mainstreet Research per Postmedia infatti, la mp di Winnipeg ha il 15 per cento dei favori, seconda solo a Peter MacKay (al 19 per cento). Con il ritiro dell’ex ministro della Difesa però diventa, teoricamente, la front runner davanti a Tony Clement (terzo con l’11 per cento) e ai candidati in pectore Andrew Scheer ed Erin O’Toole.

Dopo la sua uscita sul test di compatibilità con i valori canadesi, il tasso di approvazione di Leitch è salito al 28 per cento rispetto al 12 di aprile. Ma anche il tasso di disapprovazione è quasi raddoppiato, passando dal 12 al 23 per cento. Uno scotto da pagare alla crescita di notorietà che era scontato.

Adesso la corsa alla guida dei tory è davvero iniziata e chi vorrà guidare il partito dovrà per forza di cose fare i conti con Leitch e la sua proposta.

(Mercoledì 14 settembre 2016)

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