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Alcune verità per solleticare il palato elettorale in Ontario

Alcune verità per solleticare il palato elettorale in Ontario

TORONTO – Qualcuno di voi avrà guardato ieri sera il primo dibattito tra i leader di partito, anche se la campagna elettorale non è ancora iniziata ufficialmente. 
Nel caso l’aveste perso, realmente c’è solo un tema elettorale: la Premier Wynne e il suo gruppo liberale.
Coloro che non ‘la gradiscono” non voteranno per lei, neanche se arrivasse in città a bordo di una carrozza fiammante trainata da sei stalloni (a voi la scelta del colore) e facendo piovere generosamente sugli astanti pepite d’oro. 
Un momento: riflettendoci, quest’ultima cosa è ciò che ha fatto per la gran parte di un mese. 
Scherzi a parte, questo è il momento in cui l’elettorato conta, in ogni democrazia. 
Come azionisti nella riunione generale dell’anno, possiamo chiedere un resoconto di ciò che è stato fatto con i nostri beni e dove ci porterà la squadra dirigente nel prossimo mandato. 
Abbiamo bisogno della “verità” se dobbiamo prendere una decisione informata.
E ci sarà da far festa con le diverse “verità” che verranno sbandierate davanti ai nostri occhi da coloro che cercano o di mantenersi un ufficio o di rimpiazzare quelli che sono attualmente in carica. Dovrebbe essere istruttivo. 
Attraverso il dialogo forse emergerà una “realtà” convincente.
Ma non sarà facile separare la retorica dai fatti. 
Per esempio, il leader di un partito cerca di stabilire un fatto che ci porterebbe a credere che l’Ontario ha perso 300mila posti di lavoro nella manodopera, durante gli ultimi 15 anni. Sembra davvero preoccupante. 
Richiede senz’altro un approfondimento.
A primo acchito pare incoerente con quanto emerge dalle notizie federali secondo le quali l’attuale governo della nazione abbia creato 600mila nuovi posti di lavoro durante i suoi 2 anni e mezzo d’insediamento. 
Nessuno di questi in Ontario? Sembra veramente improbabile.
La settimana scorsa, il sindaco di Vaughan aveva dichiarato che, sotto la sua amministrazione, la città aveva visto un aumento netto di 55mila posti di lavoro, prevalentemente nel settore manifatturiero.
Merito al governo provinciale, secondo il sindaco. Eppure, ad alcuni l’attuale governo ancora non piace.
Devono rimettere in piedi la Provincia, dicono.
Il livello di partecipazione nel mercato del lavoro si è assestato ad un livello mai visto dal 2000. Il tasso di disoccupazione al 31 dicembre 2017 era fermo al 5.5%, un pelo per raggiungere “una completa occupazione” secondo quanto sostengono gli economisti. 
C’è carenza di manodopera … virtualmente in tutti i settori.
Un onere fiscale troppo pesante per l’economia? 
Cosa si può fare?
Tagliare le tasse a chi li paga e ridurre le entrate al governo che li ridistribuisce attraverso la sanità e l’istruzione? 
I Doctor’s Associations and Hospital Boards si lamentano già che le loro prestazioni risentono dell’insufficenza di fondi.
“È colpa del governo”, dicono in un messaggio pubblicitario. 
Lo stanziamento governativo per l’assistenza sanitaria, nell’anno 2017-2018 è stato di 53.8 miliardi di dollari, il più alto di sempre.
Ognuno oggi prova ad indovinare la verità di quale candidato prevarrà. 
Cercheremo di rimanere concentrati sui fatti che stiamo vivendo.
 
 

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