Liberali in vantaggio, ma con i tory
nella Gta è sempre testa a testa

di Francesco Veronesi del August 18, 2021

TORONTO - Il Partito Liberale è in vantaggio nelle intenzioni di voto a livello nazionale, ma nella Gta lo scarto con i conservatori è minimo. È questa l’istantanea scattata da tre diversi sondaggi pubblicati nelle ultime ventiquattrore, che mettono in luce come in queste prime battute di campagna elettorale l’esito di queste elezioni anticipate sia tutt’altro che già scritto e che, allo stesso tempo, chiunque emergerà vincitore del responso delle urne, difficilmente potrà contare su una maggioranza assoluta alla House of Commons.

In ogni caso, almeno in questa fase, a livello federale i rapporti di forza tra i tre principali partiti sembrano essersi cristallizzati: la distanza nelle intenzioni di voto tra Justin Trudeau ed Erin O’Toole si aggira attorno al 5 per cento, con Jagmeet Singh nettamente staccato e non molto lontano dai deludenti risultati del 2019. Secondo il primo sondaggio, quello della Leger, se si dovesse votare in questo momento i liberali si attesterebbero al 35 per cento, mentre i conservatori non andrebbero oltre il 30 per cento. L’Ndp raccoglie il 20 per cento delle intenzioni di voto, mentre i verdi e il People’s Party of Canada sono staccatissimi: il partito guidato da Annamie Paul non va oltre il 5 per cento, quello diretto da Maxime Bernier si attesta al 2 per cento.

Un secondo sondaggio, quello pubblicato dalla Ipsos, nella sostanza rileva le stesse dinamiche. Secondo questa indagine demoscopica, il Partito Liberale si trova al 36 per cento, seguito dal Partito Conservatore al 31 per cento. L’Ndp continua a recitare il ruolo di terzo incomodo al 20 per cento, il Green Party al 5 per cento e il Bloc Quebecois al 6 per cento a livello nazionale (28 per cento in Quebec).

Entrambi i sondaggi ribadiscono il vantaggio del primo ministro uscente su O’Toole, con percentuali però che non fanno dormire sonni tranquilli al leader liberale. Sono infatti ancora molti i fattori che potrebbero incidere sull’esito finale di questo voto anticipato. In primo luogo, il sentimento generalizzato di scetticismo verso la necessità di andare a votare durante la pandemia, con la quarta ondata alle porte e tutte le incognite rappresentate dalla variante Delta in Canada e nel resto del mondo.

Oltre a questo, non è da sottovalutare il peso degli indecisi, che rappresentano ancora una fetta estremamente rilevante dell’elettorato canadese e che, alla fine dei conti, potrebbero essere il vero ago della bilancia alle urne. Infine, si deve tenere conto anche di un altro fattore, direttamente collegato al Covid-19: quel 15 per cento circa della popolazione che si oppone al vaccino e che non approva le politiche restrittive attuate dal governo uscente durante la pandemia.

Si tratta di una consistente fetta dell’elettorato, politicamente trasversale, che potrebbe in definitiva virare verso il Partito Conservatore. Non sorprende infatti come nelle ultime settimane O’Toole continui a flirtare con la galassia no vax o vaccino-scettica: alle urne, saranno voti pesantissimi per l’esito finale.

Ma non solo. Per Trudeau segnali preoccupanti stanno arrivando dalla Greater Toronto Area. Il terzo sondaggio, infatti, mette in luce come nella Gta i liberali e i conservatori si trovino in una situazione di sostanziale parità statistica: i grit, secondo l’indagine demoscopica di Forum Research, si attestano al 36 per cento mentre i tory raggiungono il 35 per cento. E se l’Ndp continua inesorabilmente ad essere inchiodato al 17 per cento, è da destra che si intravedono nubi all’orizzonte per il primo ministro uscente.

Per quanto riguarda la distribuzione del consenso, Trudeau raccoglierebbe più voti tra le donne, tra le persone con più di 65 anni e nell’area della 416. O’Toole, invece, avrebbe un’ulteriore spinta dagli uomini, nella fascia elettorale tra i 55 e i 64 anni e da chi risiede nell’area della 905.

L’Ndp continua ad esercitare il suo appeal elettorale tra i giovanissimi e tra coloro che si identificano come “non binari”.

Sempre secondo Forum Research, il People’s Party di Bernier nelle intenzioni di voto degli elettori della Gta raggiunge quota 6 per cento, triplicando il livello di consenso che ha su scala nazionale.

Si tratta di voti che potenzialmente potrebbero rappresentare l’ago della bilancia in decine di distretti elettorali di Toronto e dintorni e molti elettorali, alla resa dei conti, potrebbero optare per il cosiddetto “voto utile”: alle urne, cioè, invece di “sprecare” il voto per un candidato che non ha alcuna chance di vittoria, puntare su quello ideologicamente più vicino. In questo caso, questo bacino di consenso potenziale virerebbe sui candidati di O’Toole, spostando gli equilibri di queste elezioni.

Si tratta ovviamente di supposizioni, per un voto le cui dinamiche sono ancora apertissime. Un’altra incognita sarà poi rappresentata dall’affluenza: la presenza dei protocolli Covid, che produrranno inevitabilmente lunghe file ai seggi, potrebbe anche scoraggiare alcuni elettori ad andare alle urne.

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