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Toronto ha perso un altro pezzo della sua innocenza

Toronto ha perso un altro pezzo della sua innocenza

Oggi non si può sorridere, oggi è il giorno dello sgomento. 
E se a Yonge ci fosse stato uno dei miei?
 
Oggi è il giorno del dolore.
 
La famiglia D’Amico ha perso Anne Marie stroncata nei pressi di dove lavorava.
 
Oggi è il giorno della tristezza.
 
Toronto ha perso un altro piccolo pezzo della sua antica innocenza.
 
Oggi è il giorno della rabbia.
 
Rabbia per la facilità con la quale il pazzo ha potuto compiere la strage.
 
Oggi è il giorno delle chiamate dall’Italia.
 
No, grazie a Dio, noi siamo a posto.
 
Oggi è il primo giorno adatto per riflettere.
 
Riflettere su come educare la gente per essere più preparata ad affrontare situazioni come quella di Yonge.
 
Quando c’è stato il confronto tra il pazzo che faceva finta di sparare gridando “uccidetemi” ed il poliziotto che gli intimava di arrendersi, due giovani donne erano a tre metri. Nessuna delle due si è allarmata di quanto accadeva a tre metri, forse hanno creduto fosse la ripresa di un film. 
 
Ecco, sarebbe opportuno educare la gente ad usare gli occhi per guardare e la mente per recepire i segnali di pericolo.
   
Oggi non si può andare in giro con il naso nel telefonino e la mente allo shopping.
 
Personalmente ho esortato tutti i membri della mia famiglia ad essere extra cauti ed attenti quando sono fuori, osservare la gente che li circonda.
 
«Se potete, ho detto loro, fatevi crescere due occhi anche dietro la nuca. Ma soprattutto, usate bene quelli che avete, guardate per vedere sul serio quello che accade intorno».
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Mar Wed ,2017