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Regali a parole, un lacrimatoio per Giovinco

Regali a parole, un lacrimatoio per Giovinco

– A quattr’occhi con lo specchio

Buongiorno, quattro all’alba.
– Quattro di cosa all’alba? Che vorresti dire?
Caro alter ego, tu esisti solo dentro lo specchio e forse non sai che tra poco è Natale.
– Embè? I regali per i fetentelli non sono di nostra competenza, ma della signora moglie.
Alla quale io suggerisco: fai tu. E lei fa, felice come un Pasqua anche se è Natale.
– Ho un’idea, fingiamo di essere il compare con il vestito rosso, mandiamo regali virtuali di parole ed incartato con un pizzico di malizia.
Ok, come procediamo?
In ordine alfabetico, comiciate vossia dalla A.
A: Per Arrivabene, un ritorno alle origini che serabbero le sigarette Philip Morris. Arrivapoco, pardon Arrivabene, di fumo se ne intende avendo respirato per un anno quello fuoriuscito dai tubi di scappamento delle Mercedes.
– B: Balotelli si sta guadagnando caviale e champagne a Nizza. Che la testa ritrovata gli resiti ben attaccata al collo.
C: Conte Antonio come Cesare. Vado, vidi, vici. È andato, ha visto e sta vincendo. Forza Antonio, prenditi l’Inghilterra, acciaccala, calpestala.
– D: Donadoni non ha “saputo” fare molto nel Bologna. Per Robertino un contratto per la panchina del Montreal Impact.
E: Empoli sopravvive con Maccarone. Per restare in A serviranno…strozzapreti.
– F: Fioccola Pasquale, il presidente di Diegoarmandomaradona, va sempre a caccia in Italia. Per lui, penna o pelo non fa differenza. Per regalo uno scatolone di cartucce, di quelle che non fanno cilecca.
G: Giovinco ha avuto i crampi per colpa della Grey Cup. A lui un mezzo quintale di sabbia, un lacrimatoio e possibilmente un allenatore che ci capisca più di un classico tubo.
– H: Higuain, i suoi gol sono grasso che cola e che insaporisce le vittorie in campionato. Patriotticamente speriamo faccia colare e il grasso anche in Europa.
I: Italia, madre nostra, amata madre, incompresa ed incomprensibile. Ora stanno approvando una legge che sopprime l’obbligo di fedeltà tra marito e moglie, sarebbe, pensate un po’, come legittimare le corna. Al Bel Paese serve una grossa infusione di buonsenso, ma grossa davvero.
– J: Juve dominatrix, Signora omicidi. Come la metti la metti, in campionato vince sempre lei. L’augurio sarebbe che vincesse la Champions.
K: Kuk Antonio, difensore italiano classe 1944. Nel 1967 ha giocato nei Toronto Falcons con Ladislav Kubala e Mario Barone. A lui un biglietto aereo per una rimpatriata a Toronto.
– L: Lofranco Rocco, battagliero politico passato al calcio, vecchio leone frenato dai postumi di un incidente d’auto. Auguri di una pronta e completa guarigione.
M: Milan, Berlusconi lo sta vendendo ai cinesi per mille miliardi, o quasi. Come a dire che il Cavaliere i regali se li fa da solo.
– N: Napoli, Mertens è bravo assai, ma paragonarlo a Maradiego è una bestemmia. Un bomber e una aggiustatina alla difesa e il secondo posto è di nuovo possibile. Per il primo dovrebbe rallentare la Juve.
O: Okaka Stefano. Il suo cognome in Nigeria non ha nulla a che vedere con il bisognino numero due. Di reti ne ha sempre fatte, ma non in modo esagerato. Ora golleggia per Mazzarri nel cortile di madama Betta. Bravo.
– P: Preianò Franco, baffetto furbo, parlata sciolta, fede doppiamente giallorossa, tifa Catanzaro e Roma. Per lui una grazia da Santa Rita, che facesse tornare la vista al “ceco”, pardon Dzeko.
Q: Quagliarella Fabio. Fa parte del club dei 100. Il gol del traguardo storico lo ha segnato per la Samp, ma è stato anche nel Napoli, nella Juve, nel Toro, nell’Udinese, nel Chieti. Per lui un ultimo ingaggio in America, anzi in Canada sponda Toronto per fare coppia con la Formica Atomica.
– R: Ronaldo the best del 2016. Questo Pallone d’Oro è una camurria, vince sempre lui, oppure la Pulce. Gli altri non hanno mai chance.
S: Spalletti nulla ha potuto allo Stadium della poca amata Juve. Stavolta il guerriero nguacchiato (tatuato) dalla testa ai piedi, Nainggolan, non ci ha messo una pezza.
– T: Totti, 40 anni portati malaccio, almeno a giudicare dalle partite di campionato sin qui giocate. Un Totti giovane e sano sarebbe servito come il pane contro la Juve. Ma non c’era…
U: Udine ha fatto uno stadio nuovo dentro quello che vecchio, come a dire che i Pozzo continauno a gestire bene squadra e affari.
– W: Wilson Pino, con la Lazio vinse uno scudetto. Poi venne a giochicchiare a Montreal, ma durò poco.
V: Vanney Greg, non ha saputo vincere la finale per il Toronto Fc. Ha tenuto la difesa a cinque nonostante il Seattle non avesse nessuno in avanti. Se il coach a stelle e strisce avesse tolto un difensore ed inserito Ricketts non sarebbe stato necessario sacrificare Giovinco, la cui uscita ha causato il teatrino che sappiamo, lasciando l’amaro in bocca a tutti, a cominciare dalla Formica Atomica.
– Z: Zeppole per tutti, zeppole calde e con un filo di miele sopra.
BON NATALE A TUTTI

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Mar Wed ,2017