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Magie natalizie, mutande lunghe e… ciaone A quattr’occhi con lo specchio

Magie natalizie, mutande lunghe e… ciaone A quattr’occhi con lo specchio

Buongiornissimo, buongiornissimo e buon Natale fatto.
– Buon Natale pure a te, ma non credo che sia corretto applicare il superlativo assoluto alla parola giorno.
 
Qui non siamo a scuola, tu sei nello specchio, io fuori ed entrambi siamo ancora un po’ sbronzi.
 
– Non ho capito bene, hai pronunciato con la B o con la T?
 
Non sottilizzare, che vuoi che sia una consonante invece dell’altra?
 
– Con la B saresti brillo per eccessiva alzata di gomito, con la T saresti come minino una testa di cavolo. Brillo, avvinazzato, ’mbriaco è uno stato temporaneo, dovuto a circostanze particolari come feste e festarelle. Testa di cavolo, invece, generalmente è cosa che uno si porta dalla nascita o per limiti di età raggiunti e superati.
 
Vabbè, passiamo ad altro. Come ti va il piagiama stamattina?
 
 – E come vuoi che mi vada?
 
  Più stretto, ti dovrebbe segare il panzon con tutto quello che ci hai messo dentro a Natale e dintorni.
 
– Natale, per noi italici, è ogni domenica, dovresti saperlo.
 
Hai ragione, ma quando sei a tavola con tutta la famiglia, suocera inclusa, oltre allo stomaco ti si riempie il cuore.
 
– Vero è, verissimo. Quella tavolata era bellissima anche se divisa per fasce di età.
 
Fasce di età? Che vorresti dire?
 
– Non ricordi? Eravamo scaglionati per data di nascita. Da una parte i grandi, dall’altro i nipotini, in mezzo i cosidetti giovani. 
 
E ognuno confabulava di faccende che credevano non interessassero gli altri. Io provavo ad ascoltare quello che dicevano figli e nuore, ma loro parlavano troppo piano per superare il mio livello di sordità.
 
– Ah, ricordo. Manco i piccirilli ci davano retta. Parlavano di cose loro, giochini, giochetti e gioconi, pensando soprattutto a quello che avrebbero poi trovato sotto l’albero. Tu che ci hai trovato?
 
Due paio di mutandoni, cortesia della signora moglie. Pensavo fosse uno scherzo, poi ho capito che erano quelli che i cowboy indossano tra una sparatoria e un’altra, con una differenza: questi erano per combattere il freddo, non i banditi. E tu che regalo hai avuto?
 
– Da mia figlia un libro e una “strana” lista. Il libro è di Wilbur Smith, un autore di misteri antichissimi. La lista è composta da una decina di parole della lingua italiana modernissima. La primogenita  mi sfida a capirne il significato. La prima parola è “affittopoli”. Secondo te significa cosa?
 
Facile. Nel Bel Paese ci sono molti edifici che appartengono ad enti pubblici. In questi edifici ci sono appartamenti. Questi appartamenti vengono affitti a prezzi irrisori, praticamente  aggratis, a politici, sindacalisti, compari e commarelle. Affittopoli viene da tangendopoli.  Tangendoli era quel barattolo di vermi scoperchiato da Tonino il molisano. Da quella volta in poi tutti i politici capirono che potevano rubacchiare per conto proprio e non per i partiti.
 
– Ah, ricordo, con Tangendoli qualcuno andò in galera, ma non molti. Ora in galera non ci va proprio nessuno. A proposito mi spieghi il significato di “comunarie”.
 
Ad occhio e croce dovrebbe significare votazione per le cariche dei comuni…prima si diceva elezioni comunali.
 
– Se ti dico “aggiovare”, tu cosa pensi?
 
Aggiovare? Non saprei, forse significa amico di Giovanni?
 
– Ignorante. Significa atterrare su Giove.
 
E chi diavolo ci atterra su Giove?
 
– Quei cosi che mandano oltre il cielo spendendo soldoni che farebbero bene ad utilizzare per faccenduole più terra terra, come aiutare chi ne ha bisogno.
 
E di “petaloso” cosa mi dici?
 
– Parola nuova inventata da un ragazzo di quarta elementare. Significa fiore con i petali. A mio modesto parere l’aggettivo calza a pennello ai politici.
 
Perché?
 
– Loro sfogliano la margherita recitando “rubo, non rubo”. Alla fine finisce quasi sempre che sull’ultimo petalo  sta scritto, “ma dai, ruba. Tanto lo fanno tutti”.
 
A proposito, ora il sindaco può essere una sindaca.
 
– Come quella di Roma? Quella signora del movimento antiruberie che ha dato ad un parente un posto che non meritava con un aumentino di 20.000 euro al mese?
 
Esatto, la signora sindaca che si chiama come quei cosi nella ruota della bicicletta, continua a pedalare come se nulla fudesse.
 
– L’ultima parola della famosa lista era “ciaone”. Sapresti da dove viene questa cosa che fa rima con cenone?
 
Fa rima anche con coglione.  Un politico ha firmato un “cinguettio”  inviato via telefonino con “ciaone” e la parolaccia è diventata di moda.
 
– Per la prima e l’ultima volta la uso anche io: ciaone a tutti. E buon anno.
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Mar Wed ,2017