CorrCan Media Group

La salute è il bene migliore da augurare

La salute è il bene migliore da augurare

Il 2018 che è appena trasuto, entrato, sarà l'anno dei cacchi amari per coloro i quali hanno il pelo grigio con tendenza al bianco. 
   Fa più freschetto degli anni passati, lo avete notato.
A coloro i quali hanno da poco attraversato la selva oscura di Alighieri memoria, il sottozero permanente non fa un baffo. 
Ma per noi dall'età indefinita mettere il nasaccio fuori significa, tanto per cominciare, farsi ballare la dentiera in bocca.
Gli altri effetti collaterali sono numerosi, diversi da individuo a individuo, ma tutti da catalogare nella voce: questo è niente, vedrai appresso.
   «Fatti la croce e tira a campà, più passa il tempo e meno ti sentiranno», ha detto un dottorone al mio amico Odoardo che lamentava un abbassamento di voce e che ha preso la “sentenza” con la filosofia dei pastori abruzzesi dai quali fieramente discende.
   Un altro amico, Paolo, rosica all'ipotesi di un abbassamento di voce perchè lui dice che ancora canta come un gallo, beato lui se non ha lingua biforcuta.
    A me personalmente di persona, il freddino di questi giorni ha bloccato la schiena, compromesso il funzionamento della spalla sinistra, congelati i muscoli dell'avambraccio destro, sinistrato il ginocchio mancino.
E questo è niente.
Perchè nell'elenco dei pasticci combinati dall'età bisogna aggiungere l'unghia incarnita rispuntata nell'alluce destro, il cronico mal funzionamento dell'impianto idraulico. Per non parlare delle altre bestie che si chiamano diabete (numero due), colesterolo (poco, ma c'è), pressione (ballerina) e una punta di maldicoccia che si presenta al mattino presto.
Attenzione, per chi non lo avesse capito, non mi sto lamentando dei miei guai.
Anzi sono contento di averli, per così dire, e altrettanto dovreste farlo voi.
Perchè significa che, sia pure mezzo scassati e ammaccati, siamo ancora qui.
Abbiamo visto spuntare anche l'alba del 2018, l'augurio è esser qui anche per vederlo andare via.
Auguri a tutti e che la salute ci accompagni, oggi e magari anche domani.
                   *****
Scusate, non ho trovato la foto tradizionale del bamboccio piccolo che entra al posto del vecchio che se ne va. Ecco perchè ho riempito lo spazio con queste due avvenenti pronipoti di Babbo Natale nella speranza che risollevino lo spirito dei lettori.
More in Editoriali
Pallonate sul muro
Mar Wed ,2017