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La lingua di cane, il referendum e Fidel

La lingua di cane, il referendum e Fidel

La lingua di cane, il referendum e Fidel

di Nicola Sparano

Buongiorno, mannaggia a te, buongiorno.

*Mannaggia a me? E che ti ho fatto?

– Mi hai tenuto sveglio tutta la notte, o quasi.

*Stai prendendo lucciole per lanterne, ti sbagli. Io ho dormito magnificamente.

– E già, tu campi soltanto in due posti che sono vacanti (vuoti) lo specchio e la capa (testa) mia.

* Uffa, caro alter ego. Che ti scombussola?

– La versione canadese della pertosse.

* La per…cosa?

– La pertosse sarebbe la tosse asinina, ma io non ho quella che se la piglia con i bimbi. La mia è una versione speciale.

*Sospettavo che tu e il ciuccio aveste qualcosa in comune. Ma cosa ti combina l’asino che ti porti in petto?

– Sfotti pure, sfotti. Quando cadi malato tu ti acconcio (aggiusto) per le feste.

*Io non cado malato, mi sono fatto la puntura.

– Anche mi faccio punzecchiare da qualche anno, e mi è andata sempre liscia. Eccetto ora, mannaggia alla miseria maiala.

*Ma sei andato dal medico?

– Eccome no. Mi ha fatto respirare e tossire dentro quel coso che porta al collo.Poi mi ha detto: non hai niente.

*Niente, gli ho risposto basito (significa sorpreso)? E come lo chiamate avere la capa che gira, il sudore che scende e la tosse continua?

– E questo Esculapio (il primo dei dottori, ai tempi dei greci) da strapazzo che ti ha risposto?

*Metti, più spesso che puoi, naso e bocca sopra una pentola di acqua bollente, bevi molta acqua, mangia frutta e verdura.

– Da quello che vedo, la cura non ha fermato il ciuccio, pardon la tosse. A proposito di animali, hai provato con la lingua di cane?

*Io sto male e tu dai di testa. Lingua di cane, che roba è?

– Illustre alter ego, anche tu hai la memoria corta.

*Dove vuoi andare a parare?

– Non ti ricordi della tatona, la nonna paterna?

*Me la ricordo, era sempre vestita di nero, non si fermava mai e quando facevamo ragazzate ci correva dietro con il cucchiao di legno, senza mai usarlo. Quella nonna sapeva di pane e di cose buone.

– E non ricordi della lingua di cane?

*Il nonno aveva un cane da ferma, si chiamava Cartuccia.

– Guarda che Cartuccia non c’entra. La lingua in questione non è animale ma vegetale. È un’erba che dava un decotto miracoloso per le vie respiratorie.

*Un decotto e tutto passava? Ma quelli erano altri tempi, quando la vita era più genuina. Ora tutto è dannatamente ingarbugliato e complicato. Ogni cosa ha due facce come le monete, testa o croce.

– Ti riferisci al referendum Sì e No?

*Gnorsì, il referendum. Io non ho votato e me ne dispiace.

– Perché?

*Essendo da sempre disgustato dal sistema politico del Bel Paese, non mi sono mai iscritto alle liste per votare. Se avessi potuto farlo avrei messo una bella corce sul Sì.

– Perché?

*Per la speranza di vedere qualche cambiamento in meglio. Il No significa restare impantanati nel passato.

– A proposito di passato, in questi giorni stanno amazzando un uomo morto.

*A chi ti riferisci?

– All’ultimo dei comunisti, il comandante Fidel.

*Lo stanno amazzando da morto, dici?

– Nesuno che conta del mondo occidentale va ai suoi funerali.

*Perché?

– Hanno paura di omaggiare il comunismo, che pur essendo quasi scomparso continua ad impaurire. Poi c’è Trump.

*Che c’entra Trump?

– Fidel è stata la spina che gli amerikani hanno non sono riusciti a togliersi anche usando le cattive.

*In che senso?

– Hanno provato a farlo fuori anche con un sigaro imbottito di tritolo.

*Ma dai, questa è un diceria.

– Anche se fosse, ora l’Amerika sarà libera di “papparsi” anche Cuba e Trump finirà per innalzare una delle sue famose torri anche sulla spiaggia di Varadero.

*Trump intanto non andrà ai funerali e non si muove neanche Obama. Idem dicasi per il nostro Giustino, che ha fatto marcia indietro. Fidel andò al funerale del padre, lui resta a casa.

– Tu ci andresti al funerale?

*Di corsa. Per rispetto di un grande uomo. E per farmi passare il raffreddore. Di questi tempi a Cuba fa caldo.

(Mercoledì 30 novembre 2016)

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